C’è la fila per entrare nella storia delle Olimpiadi, alla penultima giornata. C’è Mo Farah che fa doppietta 5mila-10mila metri e diventa il più grande dell’atletica leggera britannica (e si conferma un grande di quella mondiale). C’è Matt Centrowitz che è il primo americano a vincere i 1500 (e viceversa gli Usa si preparano a vincere anche sul mezzofondo). C’è la Nazionale maschile di calcio del Brasile che dopo due finali perse nel 2008 e nel 2012 conquista l’oro ai rigori con la Germania e riscatta – in parte – il 7-1 subito ai Mondiali di due anni fa, proprio in Brasil e proprio contro i tedeschi, in quella partita di Belo Horizonte che ancora è un fantasma. C’è poi la spedizione della Gran Bretagna che supera il bottino di medaglie, già da record, dei Giochi fatti in casa, Londra 2012. Nell’ultima notte dell’atletica leggera – almeno quella su pista – c’è poi anche un po’ di Italia (quinta Alessia Trost nel salto in alto, seste le ragazze della 4×400), aspettando la maratona del pomeriggio (14,10) con tre azzurri in gara (La Rosa, Meucci e Pertile). Gli altri appuntamenti attesi dall’Italia nell’ultima giornata sono la finale della pallavolo maschile contro il Brasile.

Olimpiadi Rio, finale 5000m maschileMo Farah entra definitivamente nella storia dell’atletica leggera e delle Olimpiadi, dunque. Il mezzofondista britannico di origine somala mette giù la seconda doppietta dopo Londra 2012, vincendo a Rio De Janeiro sia i 5mila sia i 10mila metri. Sulla distanza più breve Farah ha chiuso in 13’03″30 con 6 decimi d’anticipo sull’americano Paul Chelimo, terzo l’etiope Hagos Kebriwhet. Ma una raffica di squalifiche rivoluziona l’ordine d’arrivo dal secondo posto in più: Chelimo viene messo fuori classifica per scorrettezze così come Ahmed ed Edris. L’etiope Gebrhiwet, così, diventa secondo e il veterano statunitense Bernard Lagat (keniano Olimpiadi Rio, finale 5000m maschilenaturalizzato americano) va a prendersi un bronzo all’età di 41 anni.

E ora Farah vuole provare la maratona
Olimpiadi Rio, finale 5000m maschileCon questo risultato Mo Farah eguaglia il finlandese Lasse Viren che fece lo stesso a Monaco 1972 e a Montreal 1976. Così ora Farah, a 33 anni, diventa il più grande corridore della storia del Regno Unito, che ha conquistato il nono titolo tra Mondiali e Olimpiadi in 6 anni. Una carriera che fa ombra al monumento Kenenisa Bekele, esplosa solo nel 2011 quando lui – che aveva già 28 anni, incontrò il tecnico Alberto Salazar che lo ha portato al boom definitivo, lavorando su un talento ancora grezzo. Nato a Mogadiscio, aveva passato i primi 8 anni a Gibuti e quando arrivò a Londra non parlava una parola d’inglese. E ora, invece, è il più grande di tutti nel Regno Unito che corre. Certo, restano segmenti di rammarico, come quello di non aver messo il proprio nome su un grande record del mondo (i tempi migliori di sempre su 5mila e 10mila sono ancora di Bekele). Ma la sua imbattibilità che dura da cinque anni è una magia ineguagliabile. Farah dice di voler finire la sua carriera in pista dopo i Mondiali di Londra del 2017 e poi vuole concentrarsi sulla strada: in sospeso c’è la maratona.

Gli Usa corrono veloce anche sui 1500: Centrowitz oro
Rio Olympic Games 2016 - Day Fifteen Visto che la velocità per ora è dominio di uno solo (che è giamaicano e si chiama Bolt), ora gli Stati Uniti si “allargano” a misure diverse. Vincono per esempio per la prima volta nei 1500, anche se a sorpresa. Matt Centrowitz jr è oro: taglia il traguardo in tre minuti e 50 secondi, 11 centesimi in meno dell’algerino Taoufik Makhloufi. Terzo Nick Willis (Nuova Zelanda). E il favorito assoluto, il keniano Asbel Kiprop? Solo sesto, anche per via di qualche contatto fisico nelle battute iniziali della gara.

Ricominceranno (o comunque non scompariranno) i dubbi, dopo la vittoria annunciata di Caster Semenya, la sudafricana sulla quale da anni infuria il dibattito per la sua “eccessiva” mascolinità (dibattito peraltro messo a tacere dal tribunale sportivo Olimpiadi Rio, le gare di ateltica del 20 agostointernazionale). La Semenya trionfa negli 800 in 1’55″28 davanti all’atleta del Burundi Francine Niyonsaba ed alla keniana Margaret Wambui. Sullo scontro fra Iaaf e Tas per le norme che riguardano appunto l’identità sessuale degli atleti, Semenya non è voluta entrare nella polemica: “Stasera siamo qui per parlare delle prestazioni, non della Iaaf e di speculazioni. Lo sport ha lo scopo di unire le persone. Penso che è quello che dobbiamo continuare a fare. È Olimpiadi Rio, finale 800m femminilesemplicemente fantastico. Il mio obiettivo principale era vincere per il mio popolo”. Per la campionessa sudafricana “è amarsi l’uno con l’altro, non di discriminare le persone e non di guardare cosa pensa la gente”.

4×400 donne, Italia sesta (ma stanca)
Atletica, staffetta 4x400 femminile - Olimpiadi Rio 2016Meno sorprendente è che gli Stati Uniti vincano di nuovo la staffetta maschile della 4 per 400, anche se c’è voluta la frazione di Lashawn Merritt (l’ultima) per averne la certezza. Fino a quel momento a sorpresa gli americani erano stati tallonati dal Botswana che però negli ultimi 50 metri si sono fatti superare da Giamaica e Bahamas, rispettivamente secondi e terzi. Più divertente per l’Italia è stata la staffetta 4×400 femminile, con le azzurre che se ne vanno contente del record italiano fatto chigboluregistrare in semifinale ma con qualche rimpianto. Maria Benedicta Chigbolu, Maria Elena Spacca, Ayomide Folorunso e Libania Grenot restano fino all’ultimo metro nel gruppo di chi combatte per il bronzo. Stati Uniti e Giamaica scappano (americane comunque sempre davanti), ma alla italo-cubana – la migliore delle nostre sulla carta – manca la zampata per infastidire le atlete che cercano di 4x400 donne italiasalire sul podio. Alla fine il terzo posto è della Gran Bretagna, che anticipa l’Italia – sesta – di 1″17.

Trost quinta nel salto in alto
Qualche riflessione anche per il quinto posto nel salto in alto di Alessia Trost, la 23enne di Pordenone. La Trost non supera la misura di 1,94, mentre l’oro va a una superveterana, la 37enne spagnola Ruth Beitia, che conquista l’oro con 1.97. Stessa misura ma maggior Finale salto in alto femminile - Giochi Olimpici Rio 2016numero di errori per la bulgara Mirela Demireva e la croata Blanka Vlasic, rispettivamente medaglia d’argento e di bronzo. “Mi sono presentata qui con 1.94 come miglior risultato stagionale, in qualificazione ho fatto la stessa misura ed in finale 1.93. I miracoli non si fanno. Ho provato 1.97. Ce l’ho messa tutta, sono contenta” ha detto la Trost a Rai Sport. “Sono arrivata qui per divertirmi e l’effetto è stato positivo”.Finale salto in alto femminile - Giochi Olimpici Rio 2016

Calcio maschile, finalmente oro al Brasile
Dopo 116 anni, invece, il Brasile è campione olimpico nel calcio maschile. A consegnare l’oro a cinque cerchi è Neymar: contro la Germania, in finale, calcia la punizione che manda in delirio il Maracanà e poi segna il rigore decisivo, dopo l’1-1 dei regolamentari e dei supplementari. Dopo i quattro tiri impeccabili dei tedeschi, l’eroe per caso Weverton (portiere brasiliano) annulla il penalty di Petersen. E così tocca a Neymar, il predestinato, completare l’opera. Un oro olimpico, seppure storico, può riscattare solo in parte la disfatta del Mineirazo (il 7-1 dei Mondiali 2014), ma lancia un segnale al calcio mondiale dei prossimi anni.

Alla Cina il volley donne, alla Serbia la pallanuoto uomini
Negli altri sport a squadre la Cina si è aggiudicata la medaglia d’oro nel torneo di pallavolo femminile: ha sconfitto in finale la Serbia 3-1. Il bronzo è andato agli Stati Uniti che nella finale per il terzo posto si è imposto sull’Olanda 3-1. Nella pallanuoto la Serbia, giustiziera dell’Italia in semifinale (azzurri poi terzi), ha vinto la medaglia d’oro dopo aver battuto 11-7 i campioni olimpici della Croazia. Gli Stati Uniti hanno infine vinto il torneo di basket femminile superando 101-72 la Spagna. Medaglia di bronzo alla Serbia che ha regolato la Francia 70-63.

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