Dopo oltre sei mesi d’indagine sui simultanei aumenti dei prezzi del cemento in Italia, l’Antitrust ha deciso di estendere la sua istruttoria all’associazione di settore, l’Aitec, e a nuove imprese, tra le quali Italcementi, Colacem e Sacci. Nel novembre scorso, quando il dossier era stato aperto, nel mirino erano finite invece solo Buzzi Unicem, Cementir Italia, Cementirossi e Holcim (Italia). L’Autorità garante della concorrenza ha anche deciso di prendersi altri cinque mesi di tempo, fino a fine maggio 2017, dopo che dalle ispezioni sono emerse nuove condotte sospette. Nel Bollettino pubblicato il 16 agosto si legge che l’authority nel corso delle sue ispezioni ha trovato elementi dai quali emerge “che l’adozione di incrementi simultanei e di pari entità dei prezzi di vendita del cemento comunicati in anticipo alla clientela rappresenta una condotta adottata, oltre che dalle parti (le aziende sotto indagine all’avvio dell’istruttoria, ndr) anche da numerose altre imprese del settore”.

In particolare è venuto alla luce “un sistema di raccolta ed elaborazione di dati mensili sui volumi di cemento consegnati in Italia ed esportati, posto in essere e gestito, a partire dal 2013, dall’associazione di categoria Aitec allo scopo di produrre e trasmettere alle imprese partecipanti allo scambio le cosiddette ‘statistiche tempestive’, rendendo in questo modo possibile, a ciascuna impresa, controllare con elevata frequenza l’andamento della propria quota di mercato“. Questo, aggiunge l’autorità presieduta da Giovanni Pitruzzella, in un mercato nel quale le imprese del settore “orientano il proprio comportamento commerciale al rispetto di quote di mercato predeterminate”, quote la cui variabilità “negli ultimi anni risulta di fatto estremamente molto ridotta pur a fronte di importanti contrazioni della domanda di settore”.

Tutto considerato “è ipotizzabile – si legge nel Bollettino – la sussistenza di una complessa pratica concordata avente ad oggetto il coordinamento fra operatori concorrenti sia nella definizione delle condizioni economiche sia nel mantenimento di quote di mercato predeterminate, nonché lo scambio di informazioni sensibili attuato anche attraverso l’associazione di categoria Aitec”.

L’istruttoria viene quindi estesa a Italcementi, Colacem, Cementerie Aldo Barbetti, Cementizillo, Cementeria di Monselice, W&P Cementi, Cementi Centro Sud, Cementi Moccia, Sacci, CAL.ME, all’associazione italiana tecnico economica cemento (Aitec) e a T.S.C. srl, un rivenditore all’ingrosso di cemento con sede legale a Firenze, “che risulta aver svolto una consapevole attività di veicolazione tra le società produttrici delle informazioni relative alle comunicazioni degli incrementi futuri di prezzi”.

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