Sono comparsi davanti a Palazzo d’Orleans stracolmi di immondizia in un’infuocata mattinata d’estate. Sono gli autocompattatori spediti dai sindaci di mezza Sicilia sotto la sede della presidenza della Regione. Il motivo? L’ultima emergenza rifiuti dell’isola. Nei primi giorni d’estate, infatti, decine di città non hanno più potuto conferire i rifiuti prodotti nelle discariche in cui normalmente venivano smaltiti. Colpa soprattutto del fatto che dalla discarica palermitana di Bellolampo, gli autocompattatori provenienti dalla Sicilia occidentale siano stati spediti dall’altra parte dell’isola: davanti agli impianti di smaltimento si sono dunque create lunghissime code. E in pochi giorni le strade della Sicilia sono state invase dall’ immondizia abbandonata al sole e mai raccolta: per questo motivo stamattina i sindaci dell’isola si sono dati appuntamento a Palazzo d’Orleans.

“I cittadini devono sapere che la colpa della presenza dei cumuli di spazzatura nelle strade dei comuni siciliani non è dei sindaci, ma della Regione che non ha saputo gestire per tempo questa che non è un’emergenza. La spazzatura viene prodotta e deve essere smaltita. I sindaci non hanno alcuna responsabilità in questo processo se le discariche sono chiuse”, ha detto Patrizio Cinque, sindaco M5s di Bagheria che ha vietato ai suoi concittadini di gettare rifiuti nei cassonetti. “I nostri autocompattatori – continua Cinque – sono stati lasciati nuovamente dietro ai cancelli della discarica di Catania, per questo abbiamo portato i rifiuti davanti a Palazzo d’Orleans. Crocetta si assuma le responsabilità di una programmazione inesistente e di scelte improvvisate”.

Durante la protesta degli autocompattatori, alcuni sindaci hanno anche parlato di emergenza igienico sanitaria, mentre nel frattempo anche alle isole Eolie si è scatenato il caos: i mezzi di raccolta sono costretti a fare lunghe code in attesa di potere conferire in provincia di Catania la spazzatura proveniente dalle isole dell’arcipelago. I camion si imbarcano sul traghetto per Milazzo, da dove raggiungono poi la discarica di san Giorgio. La raccolta dei rifiuti è bloccata anche a Cefalù, dove il sindaco Rosario Lapunzina, invita i cittadini a non gettare l’immondizia nei cassonetti. “Tre autocompattatori – dice – diretti alla discarica della Sicula Trasporti di Catania sono tornati indietro con il loro carico. Un quarto, che aveva fatto la raccolta durante la notte, è fermo. Non c’è possibilità di scaricare da nessuna parte. Aspettiamo dunque l’apertura di Bellolampo”.

La situazione, tra l’altro, rischia di aggravarsi tra mercoledì e giovedì a causa dello sciopero degli operatori ecologici che curano la raccolta. Nel frattempo è diventata rovente la polemica tra il governatore della Sicilia, Rosario Crocetta, e il sindaco di Palermo e presidente di Anci Sicilia, Leoluca Orlando. “Ho convocato i responsabili delle tre discariche di Bellolampo, Lentini e Siculiana. Ho emesso un’ordinanza ai primi di giugno che non viene rispettata. La Rap che gestisce la discarica di Palermo nonostante abbia i sistemi di bio stabilizzazione adeguati si rifiuta di fare scaricare altra immondizia: Orlando da un lato organizza le proteste e dall’altro ostacola la soluzione del problema”, dice Crocetta.

La replica del primo cittadino palermitano è arrivata  a stretto giro di posta: “La discarica di Bellolampo – ha detto Orlando  – ed i suoi impianti sono dal 2012 al servizio del territorio e dal 2012 l’Amministrazione comunale di Palermo si è impegnata perché l’impianto tornasse ad essere efficiente e rispettoso di tutte le norme. Oggi la discarica continua ad essere a disposizione del territorio e di tutti i territori: siamo impegnati affinché continui ad esserlo nel rispetto del suo spirito pubblico e di tutte le normative europee e nazionali, ma  per affrontare in modo organico questa ennesima emergenza regionale non può che essere convocato un tavolo nazionale che metta insieme tutte le istituzioni interessate dal livello nazionale fino a quello locale”.

Per la verità una riunione sull’emergenza rifiuti è stata convocata ieri pomeriggio a Palazzo d’Orleans. “Alla fine ero presente solo io come primo cittadino, il presidente Crocetta, i dirigenti dell’assessorato all’Energia, il presidente della Rap che gestisce la discarica di Bellolampo e il gestore della discarica di Lentini, la Sicula trasporti”, spiega il sindaco di Carini Giovi Monteleone. Il nodo è rappresentato dal limite massimo di rifiuti che può trattare la discarica palermitana di Bellolampo: non più mille tonnellate ma al massimo 750, come comunicato dai vertici. “Non è un problema semplice e la realtà è che la coperta è troppo corta – dice il primo cittadino del comune in provincia di Palermo – Per noi sarebbe sicuramente meglio conferire a Bellolampo piuttosto che a Lentini, ma anche qui bisogna organizzarsi affinché gli autocompattatori non rimangano in fila per ore“. Ma come mai i sindaci non si sono attivati per punire chi abbandona rifiuti per strada? “Io posso emanare decine di ordinanze – dice Monteleone – ma se non ho gli uomini per controllare le strade, purtroppo, continueranno ad essere invase da rifiuti di ogni genere“.

Il caso intanto dalla Sicilia è approdato a Roma: i deputati M5S Ignazio Corrao, Claudia Mannino e Giampiero Trizzino hanno infatti scritto al ministero dell’Ambiente, sostenendo che l’ordinanza predisposta da Crocetta si basa su dati falsati ed errati. Sulla vicenda interviene a gamba tesa anche il sottosegretario all’Istruzione Davide Faraone. “Delle liti di Orlando e Crocetta non importa a nessuno – ha detto l’esponente del Pd – A noi interessa che le strade siano pulite: o il governo Crocetta è in grado di mettere in campo politiche utili oppure sarà il governo nazionale a farlo“. Il luogotenente siciliano di Matteo Renzi ha quindi tirato in ballo l’ipotesi del commissariamento della Regione sul tema rifiuti. “Se la classe dirigente siciliana non è in grado di rispettare l’accordo siglato con Roma che prevede di portare i rifiuti fuori dalla Sicilia – ha continuato –  saremo noi a sostituirci con il commissariamento: i tempi saranno brevissimi”.

Nel tardo pomeriggio dunque il governatore Crocetta si è trovato costretto ad emettere un provvedimento straordinario per correre ai ripari.  “La discarica di Bellolampo è la discarica della città metropolitana che comprende tutta l’ex Provincia e i comuni con questa ordinanza conferiranno a Bellolampo per sempre – ha spiegato il presidente –  La Sicilia in questo modo sarà in regola con la legge. L’emergenza deve servire a superare quella gestione assurda e disastrosa che ha consentito che in discarica finisse di tutto. I miracoli non si possono fare”. Nel frattempo i comuni di mezza Sicilia sono già arrivati al quarto giorno di emergenza. “Il capitolo emergenza – ha detto sempre Crocetta – si avvia alla chiusura se tutti i comuni rispettano l’ordinanza. Entro la prossima settimana discuteremo anche il tema dei comuni dell’Agrigentino e di Marsala”.

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