L’assoluzione di Gianluigi Nuzzi, autore di Via Crucis, dall’accusa di concorso morale nella diffusione di notizie riservate (il promotore di giustizia aveva chiesto un anno di carcere) e di Emiliano Fittipaldi, autore di Avarizia (per lui il promotore di giustizia aveva chiesto l’assoluzione per insufficienza di prove) è da salutare come una vittoria della libertà di stampa, una bella notizia che mette fine a una vicenda paradossale e incredibile.

Il Vaticano aveva, infatti, messo sotto accusa due giornalisti che avevano semplicemente fatto il loro mestiere pubblicando vicende e dati di interesse pubblico avuti senza aver minacciato o pagato nessuno. Nei loro libri ci sono verità inoppugnabili che nemmeno il Tribunale pontificio ha potuto contestare. Da qui i giudici sono partiti sostenendo che l’accusa era infondata giuridicamente e che i giornalisti si erano comportati correttamente. Una smentita clamorosa della requisitoria, un cambiamento inaspettato che fa tirare un sospiro di sollievo a tutti coloro che si battono per un giornalismo libero.

Come editore di Via crucis saluto questa assoluzione come un segnale decisivo che ricompatta il fronte di tutti coloro che operano nel mondo dell’informazione e dell’editoria dopo che in questi mesi non sempre i due giornalisti sono stati difesi da insinuazioni velenose e accuse destituite di fondamento. Ci si sarebbe aspettati sui media campagne in loro favore, dichiarazioni pubbliche di politici a difesa della libertà di stampa invece il silenzio della politica è stato imbarazzante e rivelatore. Il Vaticano fa paura a tutti. Poche le voci a favore mentre la stampa internazionale pubblicava articoli scandalizzati e increduli.

Al di là delle idee di ciascuno qui si tratta di difendere il principio fondamentale della libertà di stampa sancito dall’articolo 21 della Costituzione. Una democrazia con una stampa fragile e soccombente è zoppa. Noi editori coi nostri autori non possiamo sentirci soli contro intimidazioni e pressioni. La nostra autonomia garantisce la libertà di tutti.

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