Finalmente raggiunto l’accordo per il rimborso dei tango bond, i titoli di Stato trasformati in carta straccia dal default argentino del 2002. L’accordo finale siglato venerdì a New York fra i risparmiatori italiani, rappresentati dalla Tfa (la Task Force Argentina di banche), e il Tesoro di Buenos Aires, ha confermato il pagamento in contanti del 150% dell’importo nominale originario delle obbligazioni in default (circa 900mila dollari) per un controvalore di 1,35 miliardi. Il pagamento avverrà entro il 30 giugno 2016. I circa 50mila risparmiatori italiani che hanno tenuto in cassetta le obbligazioni argentine in default dal 2001 e non hanno accettato le ristrutturazioni fatte dal governo nel 2005 e nel 2010 riusciranno a veder remunerato il loro investimento: secondo stime fatte dal Sole 24 Ore i risparmiatori che hanno tenuto duro riusciranno persino a guadagnare sull’investimento fatto prima del default. Esattamente il pagamento al 150% del nominale equivale a un rendimento lordo annuo del 2,74%, considerando che nel periodo 2001-2015 l’inflazione media in Italia è stata dell’1,9% circa, l’accordo di oggi garantisce un rendimento netto annuo dello 0,82%.

Da notare che l’intesa arriva a due giorni dal ritorno di Buenos Aires sul mercato dei capitali con un’asta accolta dagli investitori in modo più che entusiastico: richiesta per 70 miliardi di dollari a fronte di un’offerta per 16,5 miliardi. Il successo del collocamento permetterà al governo di Mauricio Macri di rimborsare i suoi creditori, risparmiatori italiani compresi.
Il denaro destinato al rimborso dei tango bond sarà depositato oggi su un conto bloccato presso un’importante istituzione finanziaria internazionale in attesa del completamento di tutte le formalità con i singoli obbligazionisti per poter ricevere il rimborso presso le loro banche di riferimento. Dopo la firma, il presidente della Task Force Argentina, Nicola Stock, ha ringraziato “gli obbligazionisti italiani che hanno riposto fiducia nella nostra azione e ora raccoglieranno i frutti del loro coraggio e dell’impegno continuo ed attivo della Tfa”. La procedura di rimborso prevede che alla banca trustee argentina (Bank of New York Mellon) arriveranno sia i proventi dei nuovi bond collocati nell’asta di mercoledì scorso, sia i titoli dei tango bond posseduti dai risparmiatori italiani vagliati dalla Tfa. A quel punto Bank of New York Mellon pagherà a seconda del valore di ciascun titolo, le banche italiane fiduciarie che gireranno i fondi sui conti correnti dei risparmiatori.

Resta un’incognita la tassazione che sarà applicata alle somme in arrivo nel nostro paese: “Se si fosse trattato di semplici titoli di Stato la tassazione sarebbe stata del 12,50%, ma – ricorda Stock – in questo caso il denaro arriva come risarcimento a seguito di una transazione” e quindi sarebbe possibile un trattamento agevolato.

Sostieni ilfattoquotidiano.it: mai come in questo momento abbiamo bisogno di te.

In queste settimane di pandemia noi giornalisti, se facciamo con coscienza il nostro lavoro, svolgiamo un servizio pubblico. Anche per questo ogni giorno qui a ilfattoquotidiano.it siamo orgogliosi di offrire gratuitamente a tutti i cittadini centinaia di nuovi contenuti: notizie, approfondimenti esclusivi, interviste agli esperti, inchieste, video e tanto altro. Tutto questo lavoro però ha un grande costo economico. La pubblicità, in un periodo in cui l'economia è ferma, offre dei ricavi limitati. Non in linea con il boom di accessi. Per questo chiedo a chi legge queste righe di sostenerci. Di darci un contributo minimo, pari al prezzo di un cappuccino alla settimana, fondamentale per il nostro lavoro.
Diventate utenti sostenitori cliccando qui.
Grazie Peter Gomez

ilFattoquotidiano.it
Sostieni adesso Pagamenti disponibili
Articolo Precedente

Volkswagen, dopo lo scandalo Dieselgate chiude il 2015 con un buco di 1,58 miliardi

next
Articolo Successivo

Azimut, la finanziaria vuole spostare la sede legale all’estero. E rischia il downgrade etico

next