Nelle mani un mazzo di rose bianche da lasciare in ricordo delle vittime e le facce di chi non dorme (bene) da giorni. I parigini, quattro giorni dopo gli attentati che hanno travolto la città, tornano a riempire ristoranti, bar e sale da concerti. L’iniziativa per l’occasione ha anche uno slogan: “tous en terrasse” o “tous au bistrot” e chi se la sente mette la sua foto su Twitter. Alcuni posti non avevano mai chiuso, altri invece tirano su le serrande perché non farlo sarebbe un simbolo ancora più triste di tutto quello che è già stato. Le terrazze, ovvero i tavolini che affacciano sulle vetrine, tornano piano piano ad animarsi di vite. Facce pallide con gli occhi cerchiati di nero, che una birra sì e una no parlano della carneficina di venerdì scorso.

“Faire la fete”, come dicono i parigini, stasera è comunque difficile. Chi è riuscito a mettersi le scarpe dopo il lavoro e uscire, pensa che già quello per il momento è sufficiente. Nella zona degli attentati, i clienti mangiano all’aperto a fianco di distese di fiori e candele in memoria delle vittime. Su alcuni portoni delle case ci sono le foto degli inquilini scomparsi e messaggi di addio. Paura ce n’è poca, o forse semplicemente è sommersa dalla tristezza. Di fronte al bar “Le carillon”, quello degli shot a 2 euro dove andavano tutti gli universitari e uno dei punti colpiti dai terroristi, c’è una pizzeria italiana. I tavolini sono pieni. Vuoti solo i quattro posti che guardano l’angolo da dove è arrivata la macchina degli attentatori. E’ troppo anche per chi ha deciso di uscire e affrontare i fantasmi.

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