L’indagine della Procura di Roma su Mafia Capitale arriverà presto all’Atac, la municipalizzata del trasporto pubblico. Parola di Matteo Orfini. “L’ormai ex assessore Esposito ha chiesto all’Anac (Autorità Nazionale Anticorruzione, ndr) di fare un’indagine sugli appalti dell’Atac degli ultimi cinque anni e questa settimana porterà un dossier in Procura a Pignatone – ha detto il commissario Pd di romano a Ballarò – a occhio e croce sono pronto a scommettere che questo sarà uno dei nuovi filoni, l’Atac, che si apriranno su Mafia Capitale”.

A Roma, intanto, il tema restano le dimissioni di marino. “Sicuramente è stata una sconfitta del Pd, sarebbe sbagliato negarlo – spiega il presidente dell’assemblea nazionale del Partito Democratico – quando si candida una persona con le primarie e a metà del mandato si deve rinunciare perché quella persona si dimette è chiaro che non è un successo. Io credo che fermarsi a un certo punto sia meglio di incaponirsi”.

“Non credo che Marino abbia tutte le colpe e sarebbe sbagliato attribuirgliele – ha spiegato ancora Orfini – penso che Marino abbia fatto anche delle cose positive. Negli ultimi mesi ha commesso una serie incredibile di errori che abbiamo provato a tamponare, ma poi c’è stato un elemento in più: questa vicenda non chiarita ancora delle ricevute che in qualche modo ha finito di incrinare il rapporto di fiducia”.

Soprattutto, secondo il commissario Pd, restano ancora alcuni concetti che vanno precisati: “Io non consento a nessuno, nemmeno a Marino, quello che ha detto: che dopo di lui torneranno i poteri forti e la mafia, perché dopo di lui rimaniamo noi. E le battaglie che lui rivendica sono iniziate in larga parte quando il Pd Roma è stato commissariato. La lotta alla mafia di Ostia inizia non quando Marino si insedia ma quando io mando Esposito a Ostia. Prima nessuno si era accorto di niente, neanche Marino”.

L’orizzonte, passata la tempesta, è quello delle elezioni: “Sulla data vedremo se fare un giorno tutte le primarie a livello nazionale o dividerle per le situazioni locali. Io vorrei che noi arrivassimo con una coalizione che replica in qualche modo quella con cui andammo con Marino”, ha spiegato Orfini, che esclude senza se e senza ma la propria candidatura: “Nel momento in cui si ha un potere straordinario come quello di un commissario, che agisce senza organismi dirigenti, senza valutazione democratica del proprio operato, tutto può fare ma non candidare se stesso”.

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