Dieci classi di venti giovani profughi per trenta ore di corsi in abbigliamento e confezione, estetica, agricoltura, elettronica, ristorazione, informatica, legno ed arredo e meccanica. E’ questa l’iniziativa che partirà a Bergamo e che verrà interamente finanziata da Azienda Bergamasca Formazione (30mila euro) su impulso di un coordinamento che lo scorso 2 ottobre 2014 aveva definito un protocollo per l’attivazione di progetti mirati a ridurre “il gap connesso all’inattività dei migranti attraverso l’individuazione di percorsi di volontariato”. L’attività di monitoraggio dei corsi, ai quali i profughi si iscriveranno su base volontaria, sarà effettuata dalla prefettura e le strutture formative saranno messe a disposizione dalla Provincia. “Forse una goccia nel mara, ma una goccia in più”, commenta il presidente della Provincia di Bergamo, Matteo Rossi, che dedica l’iniziativa al piccolo Aylan Kurdi, il bambino siriano morto in seguito alla traversata tra Kos e Bodrum

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