Da viceministro degli esteri a vicepresidente senior di Eni. Dopo due anni Lapo Pistelli lascia la Farnesina. “Cambiare vita? A 51 anni si può ancora” dice Pistelli. Il suo ruolo all’Eni sarà quello di “promuovere il business internazionale, di tenere i rapporti con gli stakeholders, in Africa e Medio Oriente, e di occuparsi dei progetti sulla sostenibilità”. Matteo Renzi e Paolo Gentiloni, ha spiegato Pistelli, lo hanno incoraggiato, mentre il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, gli ha fatto l’in bocca al lupo. La decisione, ha detto Pistelli, è nata “chiacchierando con l’amministratore delegato dell’Eni, Claudio Descalzi, facendo analisi e scenari politici sulle le turbolenze in Medio Oriente. Si è parlato di Iran, e di Africa soprattutto, che per Descalzi è quasi una seconda patria, il luogo nel quale ha lavorato di più e il continente nel quale Eni ha competenze assolute. Abbiamo cominciato a chiacchierare con un certa regolarità, mi ha affascinato il suo progetto per diversificare le fonti di energia nel momento di disordine globale, il co-sviluppo nei paesi in cui Eni lavora che è parte dell’identità dell’azienda sin dai tempi di Mattei. Finché un giorno mi ha detto ‘ma tu, a lavorare con noi, ci verresti?”.

Il presidente del Consiglio Matteo Renzi dice di rispettare “la scelta di Lapo il cui contributo al lavoro dell’esecutivo è stato importante, a partire dall’impegno sulla cooperazione internazionale. Adesso gli dico buon lavoro, certo che saprà fare bene anche in questa nuova fase del suo impegno”. Se Renzi e Gentiloni hanno apprezzato il cambiamento, ad essere sospettoso sul passaggio di Pistelli è invece Maurizio Gasparri, secondo cui “a 51 anni si può anche cambiare mestiere, ma è certamente tutt’altro che trasparente il passaggio dall’incarico di viceministro degli Esteri, a vice presidente senior dell’Eni, un’azienda pubblica, controllata di fatto dal governo. Si stanno violando e aggirando precise norme di legge”.

Lapo Pistelli, fiorentino, è stato più volte parlamentare e membro della Commissione affari esteri e, negli anni Novanta, Renzi ha lavorato con lui come portaborse. Quando Federica Mogherini è stata nominata Alto Rappresentante dell’Unione per gli affari esteri, il suo nome è stato in prima fila nel totoministri per gli Esteri, ma alla fine la spuntò – peraltro a sorpresa – Paolo Gentiloni. Ora per la successione come viceministro si fa il nome di Enzo Amendola, responsabile esteri del Pd.

 

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