Era in prova ai servizi sociali, perché alle spalle ha parecchi precedenti per lesioni e rapina. E non solo. Sì, perché Alexis Ernesto Garcia Rojas (a sinistra nella foto), detto ‘Smoking‘ per la grande passione per il fumo, 19 anni di El Salvador, nell’ottobre 2013 è stato coinvolto nell’operazione ‘Maredos‘ condotta dalla Squadra mobile di Milano che diede scacco alla gang di latinos Mara Salvatrucha (MS-13), una delle pandilla più numerose e violente ramificate nelle periferie milanesi (guarda). Venerdì sera, ‘Smoking‘ è stato fermato dagli uomini di Alessandro Giuliano in zona Porta Genova. E’ qui che si nascondeva dopo l’aggressione a colpi di machete andata in scena la sera prima, a Villapizzone, sul treno regionale che taglia la periferia nord ovest di Milano e collega Expo con la stazione di Rogoredo.

‘Smoking’ è la terza persona che finisce nelle maglie degli inquirenti, che stanno preparando la richiesta di convalida del fermo. A incastrarlo sono stati i filmati delle telecamere di videosorveglianza piazzate nel vagone e sui binari che lo hanno immortalato mentre partecipava al pestaggio. Secondo i detective della Mobile – coordinati dal pm Lucia Minutella e dal procuratore aggiunto Alberto Nobili – la sera di giovedì 11 giugno c’era anche lui sul convoglio sul quale è scattata la furia della gang carburata da molta vodka. Una furia che scatenata da un normale controllo di biglietti, che si è abbattuta contro il capotreno Carlo Di Napoli, 32 anni e padre di una bimba di pochi mesi, che ha rischiato di perdere il braccio sinistro; e su un collega fuori dal servizio, rimasto ferito alla testa. Subito dopo la polizia ha fermato in zona Comasina due giovani con gli abiti sporchi di sangue. Che alla fine di un lungo interrogatorio negli uffici di via Fatebenefratelli sono stati arrestati.

Si tratta di Josè Emilio Rosa Martinez (a destra), 19 anni originario di El Salvador. Per gli inquirenti è stato lui a colpire Di Napoli, e per questo è stato accusato di tentato omicidio. Durante l’interrogatorio, ha ammesso le proprie responsabilità aiutando anche la polizia a ritrovare l’arma che era stata abbandonata vicino alla fermata di Villapizzone, come ha spiegato il suo legale, l’avvocato Alessio Mantuano.

Mentre per Jackson Jahir Lopez Trivino (al centro), ecuadoregno di 20 anni – in Italia con il permesso di soggiorno scaduto – conosciuto all’interno della MS-13 con il soprannome di ‘Peligro’ (pericolo), l’accusa è di concorso in tentato omicidio. Entrambi questa notte sono stati trasferiti nel carcere di San Vittore.

Anche ‘Peligro’, come ‘Smoking’, nel 2013 venne coinvolto nell’operazione contro le gang di latinos Mara Salvatrucha che portò in carcere 27 persone. Un’indagine che ricostruì per filo e per segno una serie di rapine, agguati e tentati omicidi che andarono in scena a Milano, sullo sfondo di una guerra tra pandilla. Una guerra combattuta anche tra le strade dei quartieri MacMahon e Bovisa, non lontane da Villapizzone. Una lunga catena di violenza consumata contro i rivali appartenenti ai Neta, ai Chicago e alla MS-18, alla quale ‘Peligro’ e ‘Smoking’ assistettero quasi come spettatori. Perché al tempo ricoprivano ruoli marginali all’interno della gang, prima di conquistare rispetto e prestigio tra i compagni.

La Procura di Milano, intanto, a breve inoltrerà al gip una richiesta di custodia cautelare in carcere per i tre ragazzi. Gli interrogatori di garanzia, da quanto si è saputo, dovrebbero tenersi domani davanti al giudice per le indagini preliminari Elisabetta Meyer. Ma il lavoro degli investigatori non è ancora finito. All’appello mancherebbe un altro giovane che giovedì sera si trovava a Villapizzone.

close

Prima di continuare

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità ci aiutano a pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo, ma non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Sei arrivato fin qui

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it e pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi però aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Diventa Sostenitore
Articolo Precedente

Roma, gli vieta di uscire: tredicenne accoltella madre. “Mi sono difeso”

prev
Articolo Successivo

Aggressione capotreno a Milano, 19enne: “Mi scuso”. I tre restano in carcere

next