Oramai son talmente tante le notizie sul riscaldamento globale che è passata pressoché totalmente inosservata quella del 27 marzo scorso che riguarda la diminuzione dei ghiacci nell’Antartide. I dati sono dell’Agenzia Spaziale Europea, pubblicati da Science. “Lo spessore delle piattaforme di ghiacci dell’Antartide si è sensibilmente ridotto, tanto che in alcune aree risulta diminuito del 20% nel giro di due decenni. Quel che è più grave – secondo gli ultimi dati delle misurazioni da satellite effettuate dal 1994 al 2012 – è che il fenomeno è in netta accelerazione“.

Foto del Prof. Andreas Muenchow, Università del Delaware
Foto del Prof. Andreas Muenchow, Università del Delaware

L’Antartide è il più grande magazzino di ghiaccio del pianeta, con circa il 90% del ghiaccio totale. Se, per assurdo, l’intera massa si fondesse completamente, questo comporterebbe un innalzamento del livello del mare di 56 metri. Il glaciologo Massimo Frezzotti, uno dei massimi esperti dell’Antartide, intervistato in merito allo studio dell’Agenzia Spaziale Europea, dando anch’egli per scontato che il fenomeno rilevato sia direttamente connesso con l’utilizzo dei combustibili fossili da parte dell’uomo che causa un abnorme riscaldamento degli oceani, ha affermato che “se il fenomeno dovesse proseguire con la stessa accelerazione denunciata dalla ricerca testé pubblicata, i ghiacci dell’Antartide causeranno una variazione di livello dei mari ben superiore alle previsioni dell’Ipcc”.

Per conoscenza, l’Ipcc (Conferenza intergovernativa sui cambiamenti climatici sponsorizzata dalle Nazioni Unite), nel suo quinto ed ultimo rapporto del novembre 2014, dando anch’essa per scontato che l’aumento delle temperature sull’orbe terracqueo sia causato dall’uomo, prevede un aumento globale di 52-98 cm dell’acqua degli oceani entro il 2100. Nello stesso rapporto, l’Ipcc afferma che entro il 2050 più di metà dell’energia del pianeta dovrà essere prodotta da fonti a basse emissioni di inquinanti atmosferici, mentre i combustibili fossili dovranno completamente essere eliminati come fonte di energia entro il 2100.

Senza un intervento deciso, la temperatura globale potrebbe innalzarsi fino a 5° rispetto all’epoca pre-industriale entro la fine del secolo. La soglia di aumento oltre la quale ci sono gravi pericoli per l’ambiente e l’uomo è fissata dall’Ipcc a 2°C. Lo scorso mese di febbraio, intanto, la concentrazione atmosferica media di anidride carbonica ha toccato le 400 parti per milione, un livello mai raggiunto negli ultimi 23 milioni di anni, secondo Scientific American.

Nello stesso mese di febbraio si sono celebrati – si fa per dire – i dieci anni del protocollo di Kyoto, per la riduzione dei gas climalteranti. Alla prima fase del protocollo non aderirono Stati Uniti e Cina. Al protocollo sono seguiti l’Emendamento Doha, la Dichiarazione di Washington, gli Accordi di Cancun. Migliaia di belle pagine senza alcun effetto vincolante. L’impressione è che l’umanità sia come quel tizio che si getta dall’ultimo piano di un grattacielo e ad ogni piano dice tra sé e sé “non mi sono ancora fatto niente”.

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