Almeno cinque persone sono morte in una sparatoria in un ristorante di Bamako, la capitale del Mali. Le vittime sono un belga, un francese, due maliani. Non si sa ancora la nazionalità del quinto. “Si tratta di un attacco terroristico“, ha affermato un agente di polizia. Alcuni testimoni hanno dichiarato di aver visto gente scappare e gridare “Allah akbar” (Dio è grande in arabo). Secondo i media francesi ci sono anche otto feriti, alcuni dei quali in gravi condizioni.

La sparatoria è avvenuta poco dopo la mezzanotte. Due persone, sospettate dell’attacco, sarebbero già state arrestate. Il cittadino belga, secondo quanto riporta la Bbc, è morto per lo scoppio di una granata lanciata contro la sua auto in una strada vicina al locale. Per il quotidiano locale Le Combat sono stati un uomo e una donna ad aprire il fuoco, mentre un terzo era appostato all’ingresso del locale, per poi fuggire a bordo di una Mercedes nera e una Bmw.

Le due vittime maliane sono un poliziotto e un agente di sicurezza. “Ho parlato con il capo della delegazione dell’Unione europea in Mali sull’attacco terroristico di Bamako. Una delle vittime lavorava con noi”, ha comunicato l’Alto rappresentante Ue per gli Affari esteri, Federica Mogherini.

I vertici del governo francese hanno subito condannato il gesto. Il presidente François Hollande e il ministro degli Esteri Laurent Fabius hanno parlato di “vile” attacco, mentre il primo ministro Manuel Valls si è detto inorridito da quanto accaduto a Bamako, esprimendo il suo sostegno al presidente maliano Keita:  “Non cederemo mai al terrorismo”, ha poi scritto su Twitter. Le reazioni sono arrivate anche dal governo belga: “Condanno ancora una volta questo vile e spaventoso terrore che ci ha colpiti”, ha detto il ministro degli esteri Didier Reynerd.

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