“Non puoi parlare con lui, ci sono i nostri portavoce”. Due parole, una spinta e il quaderno dove Thomas Ponte, giornalista di ‘Cronaca Qui’, viene sequestrato da un tassista. Gli appunti del cronista passano di mano e arrivano al servizio d’ordine della manifestazione nazionale organizzata a Torino dai tassisti contro Uber. Il quaderno viene restituito a Ponte, ma due tassisti gli intimano “andiamo a controllare cosa scrivi”. Subito dopo il servizio d’ordine si avvicina al tassista colpevole di aver parlato con la stampa, senza l’autorizzazione dei portavoce: “Te ne devi andare”. Appena le telecamere de ilfattoquotidiano.it hanno chiesto cosa fosse successo la scena si ripete. Spintoni e intimidazioni “non fotografare nulla”. Non servono a nulla i cartelli ispirati a “Je suis Charlie” che tanti manifestanti portano in mano  di Cosimo Caridi

close

Prima di continuare

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità ci aiutano a pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo, ma non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Sei arrivato fin qui

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it e pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi però aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Diventa Sostenitore
Articolo Precedente

Taxi, manifestazione nazionale contro Uber: ‘Rubano il lavoro’. E l’App fa un altro sconto

prev
Articolo Successivo

Roma, autista bus Atac perde la testa: “Me so rotta il cazzo, vi faccio scendere”. Azienda la sospende

next