“Ai miei tavoli siedono tutti, politici, attori, calciatori e anche criminali, a questo punto si può dire”. A parlare è Claudio, il proprietario dell’osteria ‘Dar Bruttone’, nel popolare quartiere di San Giovanni a Roma, dove il 23 luglio del 2013 Domenico e Luca Gramazio, consigliere regionale di Fi e ed ex capogruppo del partito forzista, indagato per associazione mafiosa, corruzione aggravata e illecito finanziamento nell’inchiesta ‘Mondo di mezzo’, tra un’amatriciana e un rosso della casa hanno incontrato l’ex Nar Massimo Carminati, il re di Roma, il big boss di “Mafia Capitale” per decidere la nomina di Giovanni Quarzo (consigliere comunale di Fi) a capo della Commissione trasparenza del Comune di Roma. Un organismo che controlla appalti e bandi di gara. “Mi sono ritrovato su tutti i giornali, come se il mio ristorante fosse un covo di criminali – prosegue -, Domenico e Luca Gramazio sono clienti abituali, non faccio mai caso alle persone che mangiano con loro, sinceramente Massimo Carminati non me lo ricordo”. Un’osteria che a quanto pare sembra essere trasversale politicamente parlando. “Durante la campagna elettorale – spiega – abbiamo fatto cene per Alemanno sindaco, per il Pd, per Casapound, da questo punto di vista siamo bipartisan”. Prima di tornare in cucina Claudio mostra la maglia del ristorante: “Rappresenta il vero spirito dell’osteria romana, dove allo stesso tavolo possono stare seduti attori, giornalisti, conti, disoccupati o anche politici e criminali insieme. Questa maglietta – conclude – potrebbe raffigurare tranquillamente quel famoso 23 luglio”  di Luca Teolato

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