“A parità di punti, c’è uno scontro diretto tra Roma e Juventus e noi perdiamo per tre gol che non esistevano. Dimmi tu se non c’è veramente da prendere un mitra. Intendo un mitra di quelli ideali, altrimenti mi fanno un altro processo“. E’ un fiume in piena Carlo Taormina, penalista e tifoso della Roma, che ai microfoni de “La Zanzara”, su Radio24 esprime i suoi commenti al fiele sulla partita Juventus-Roma, conclusasi con la disfatta della squadra giallorossa. “Non è possibile fare una misura di quanto sono arrabbiato” – si sfoga – “Il colmo è stato superato da molto tempo. La situazione è talmente incancrenita che bisognerebbe lasciare il campionato e far farlo alla Juventus da sola, così non dobbiamo più combattere con queste situazioni: non spendiamo soldi, non spendiamo emozioni”. E aggiunge: “Tre gol, tutti e tre inesistenti. Ma ci può essere qualcuno in questo Paese che si preoccupi di capire che cosa succede? Qui ci vuole una reazione forte come uno sciopero. Rocchi è uno da cacciare dal mondo degli arbitri. Ma invece crescerà la sua importanza, perché queste sono le regole del calcio che certamente con Tavecchio non faranno altro che perpetuarsi“. Taormina annuncia: “Noi, cittadini e tifosi italiani, certamente denunceremo l’arbitro Rocchi, vogliamo chiedere ai magistrati se quel comportamento è intenzionale. Chi permette che il calcio vada in questa direzione va arrestato“. L’avvocato poi si pronuncia sugli spettatori che hanno assistito alla partita in tribuna: “Erano tutte persone vestite di nero e di scuro, sembrava un incontro di poteri forti. I poteri forti stanno dappertutto, sono contro tutti. L’importante è che la Juventus stia dove vogliono che stia. E ci riescono“. Nel corso della puntata, si registrano anche momenti esilaranti, come il diverbio acceso tra Taormina e un ascoltatore juventino. Nel finale, il penalista si scontra duramente con il conduttore Giuseppe Cruciani, quando invoca la creazione di un reato per frode sportiva: “Ben vengano le interrogazioni parlamentari. Si deve fare un reato che inquadri questi fenomeni nella criminalità vera e propria”. “Lei è da manicomio“, ribatte Cruciani di Gisella Ruccia

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