Albert Ebossé, attaccante camerunense del Js Cabilia, è morto dopo essere stato colpito da un oggetto lanciato dalle tribune dello stadio Tizi Ouzou, 110 chilometri a est di Algeri. Il 24enne ha riportato un trauma cranico ed è deceduto durante il trasporto in ospedale. 

A innescare la rabbia dei tifosi è stata la sconfitta casalinga del Js Cabilia, battuto per 2-1 dall’Usm Algeri nella seconda giornata di campionato. Dopo il triplice fischio finale, quando i giocatori stavano rientrando negli spogliatoi, dalle tribune è partito un fitto lancio di oggetti. Sarebbe stata una pietra o un fumogeno a colpire alla testa Ebossé, che ha segnato l’unico gol dei padroni di casa, mettendo a segno un calcio di rigore. Dopo essere stato colpito, il 24enne si è accasciato al suolo ed è stato immediatamente soccorso. Ma è morto durante la corsa in ambulanza verso l’ospedale. Secondo il quotidiano spagnolo Marca, Ebossé era diventato padre poche ore prima di morire. Gli incidenti sono poi proseguiti anche fuori dallo stadio. Il ministro dell’Interno Tayev Belaiz ha ordinato l’apertura di un’inchiesta.

Albert Ebossé giocava nel Js Cabilia dall’anno scorso e con 17 reti era stato il capocannoniere del campionato algerino. La sua squadra si era piazzata al secondo posto conquistando la finale della Coppa d’Algeria. Secondo i media francesi a lui si sono interessate squadre di Ligue 1 come Nantes o Montpellier. E in passato anche il Chievo aveva puntato gli occhi sull’attaccante.

Il Fatto di Domani - Ogni sera il punto della giornata con le notizie più importanti pubblicate sul Fatto.

ISCRIVITI

Sostieni ilfattoquotidiano.it: mai come in questo momento abbiamo bisogno di te.

In queste settimane di pandemia noi giornalisti, se facciamo con coscienza il nostro lavoro, svolgiamo un servizio pubblico. Anche per questo ogni giorno qui a ilfattoquotidiano.it siamo orgogliosi di offrire gratuitamente a tutti i cittadini centinaia di nuovi contenuti: notizie, approfondimenti esclusivi, interviste agli esperti, inchieste, video e tanto altro. Tutto questo lavoro però ha un grande costo economico. La pubblicità, in un periodo in cui l'economia è ferma, offre dei ricavi limitati. Non in linea con il boom di accessi. Per questo chiedo a chi legge queste righe di sostenerci. Di darci un contributo minimo, pari al prezzo di un cappuccino alla settimana, fondamentale per il nostro lavoro.
Diventate utenti sostenitori cliccando qui.
Grazie Peter Gomez

ilFattoquotidiano.it
Sostieni adesso Pagamenti disponibili
Articolo Precedente

Europei nuoto: medaglie, tweet e la stizzita ironia della Fin per le telefonate mancate

next
Articolo Successivo

Serie B, cortocircuito Coni-Figc per il ripescaggio: torneo rischia di non partire

next