Ci sono dei festival musicali in tutto il mondo che raccolgono migliaia di persone. Solo il Tomorrowland ha raccolto in 3 giorni 180 mila persone provenienti da 214 Paesi, 15 palchi con relative scenografie stile Walt Disney  e oltre 400 artisti. Costo del biglietto per l’intera manifestazione? 200 euro. La line up è sempre selezionatissima: deejays provenienti da tutto il mondo che intrattengono i ragazzi che hanno solo voglia di aggregazione e divertimento. Lo Sziget di Budapest l’anno scorso ha aggregato 400.000 persone offrendo giostre, degustazioni, teatro, danze afroamericane, pizzica salentina e molto altro.
Sono luoghi in cui la cultura vive e si fa sentire. Luoghi in cui i biglietti vengono venduti in pochi minuti dalla messa in vendita e sono, poi, introvabili. Luoghi dove i giovani si sentono liberi di respirare l’arte dei nostri tempi.
 
Eppure, in Italia non riusciamo a fare nulla di simile. Ogni anno partecipo ad eventi musicali, messi in piedi con sacrificio come la Notte della Taranta che richiama turisti da tutto il mondo, ma indubbiamente è un evento molto ridimensionato rispetto quelli esteri.
 
Eppure parliamo di numeri stratosferici: 180 mila persone, 400 mila persone che arriverebbero nel nostro Paese solo per un Festival, numeri non da poco. Con l’offerta turistica che distingue l’Italia puntare su “i giovani” e le loro passioni sarebbe un investimento. Anche se c’è da dire che in questi Festival non sono solo i giovani ad andarci, ma gente di tutta l’età che ha voglia di vivere un evento a 360 gradi.
Senza contare la forza lavoro e la sicurezza in Festival del genere: e non importa se al Tomorrowland un nubifragio rende difficile la 3 giorni: si balla tra il fango e la pioggia, fulmini e saette, senza sosta. Dalle 13 alle 2 della mattina la possibilità di seguire la manifestazione in streaming per chi avrebbe voluto esserci ma non è riuscito a prendersi il biglietto. Si ha solo voglia di divertirsi, anche perché si attende quel momento per moltissimi mesi.
Investire sui giovani, dare loro anche valvole di sfogo, portando il turismo giovanile nel nostro BelPaese con luoghi e manifestazioni sarebbe una bella opportunità per noi. Per risollevarlo dal vecchiume dal quale è atrofizzato. Per far conoscere le nostre bellezze turistiche. Per rivalutare un’Italia sempre più sola e demotivata. 
 
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