No, questa proprio non ci voleva: perfino il calcio. Non me ne va dritta una: vinco sempre. Sarebbe bastato un quarto di finale, l’ideale sarebbe stato perdere con la Grecia, con l’Italia, così mentre voi vi facevate due caroselli, vi sparavate i botti, potevo mandarvi quatta quatta la Troika Ue. Però… anche voi…, che cosa avevano quegli azzurri al posto delle gambe, dei bratwurst? E dire che ho avviato un’operazione simpatia, ma non se n’è accorto nessuno. Che cosa avreste detto se avessimo dato del “pisellino rugoso” al vostro premier. Io mi sono tenuta la “culona inchiavabile” senza fiatare. Ho dovuto fermare l’Heeresführungskommando che stava per invadere il Brennero! Ho fatto di tutto. Ho chiesto ai tedeschi di acquistare auto e moto italiane e ci siamo comprati la Lamborghini e la Ducati. Addirittura le fabbriche, non vi basta? Ho raccomandato di aprire le porte alla più importante industria italiana e ci avete mandato la ‘ndrangheta. Più di così! Vengo perfino in vacanza in Italia che sto sugli Hodena tutti. Letta mica ci viene in ferie ad Hannover! Non c’è più Letta? Vabbé, mi va bene chiunque.

Ce la metto tutta per sembrare simpatica, per farvi sorridere. Che cosa credete, che mi concerei davvero così se potessi? Sono qui davanti al mio guardaroba per scegliere il vestito della premiazione… che cosa mi consigliate, un completo di loden fucsia o il mio classico doppiopetto arancione stile Anas? Su, ditemi, lo faccio per voi. Fosse per me mi metterei un miniabito di strass. Der Teufel, al diavolo, non siamo mica così austeri, disciplinati noi tedeschi. In realtà siamo degli allegroni: il mio adorato Joachim ed io di nascosto passiamo intere serate nei saloni della Cancelleria a ballare la salsa e la bachata. Cica, cica, boom.

Anche la nazionale, dai, non mi direte che ci avete creduto? Ma lo avete visto l’allenatore Low? L’ho scelto io apposta, con quella pettinatura da Big Jim che sembra gli abbia fatto il nido in testa un tasso. E i giocatori? Abbiamo fatto mesi di casting. Tutti con occhi azzurri, mascella squadrata, capelli di fil di ferro. Il portiere è un immigrato turco alto un metro e mezzo, l’abbiamo ossigenato, gli abbiamo messo i tacchi e le lenti a contatto blu. E Schweinsteiger non ve la sarete mica bevuta che si chiami sul serio così? Maddai, non siamo mica davvero così krukki. È la nostra sottile autoironia. Ma nessuno ci capisce. La verità è che siamo degli incompresi: anche con il Brasile, gli abbiamo fatto qualche gol (d’accordo, forse abbiamo un tantino esagerato), ma sennò che panzer saremmo. Scherzavamo, abbiamo solo fatto i tedeschi: il problema è che voi fate i brasiliani. I greci. Gli italiani.

Su, ditecelo, che cosa pretendete, cosa dobbiamo fare per diventarvi simpatici? Addirittura perdere?

Il Fatto Quotidiano, 14 luglio 2014

 
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