Esce dal carcere Enrico Maltauro, il costruttore vicentino che ha riempito pagine di verbali raccontanto la “cupola delle tangenti” per gli appalti di Expo 2015. Il gip di Milano Fabio Antezza gli ha concesso gli arresti domiciliari. Maltauro era finito in carcere lo scorso 8 maggio. “Siamo molto soddisfatti – hanno spiegato i difensori, gli avvocati Giovanni Maria Dedola e Paolo Grasso – finalmente è stato valorizzato l’atteggiamento di collaborazione del nostro assistito con l’autorità giudiziaria”.

Da quanto si è saputo, infatti, Maltauro, che già in due verbali davanti ai pm di Milano Claudio Gittardi e Antonio D’Alessio aveva reso una serie di ammissioni, ha fornito ulteriori “riscontri investigativi” che gli erano stati richiesti. E proprio, dunque, per il suo atteggiamento collaborativo, secondo la difesa, si sono attenuate le esigenze cautelari.

A quanto trapela, l’imprenditore è stato sentito ieri mattina nel carcere milanese di Opera come persona informata sui fatti dai pm di Catania, città dove ha lavorato in passato con la sua impresa, in particolare, con un consorzio da lui acquisito.

Una precedente istanza di scarcerazione, presentata dai difensori, era stata respinta dal gip tre giorni fa (è passato ai domiciliari, invece, l’ex manager Expo Angelo Paris) in quanto – questa la motivazione formale – non erano stati indicati eventuali familiari in grado di provvedere alle sue necessità domestiche. Con gli ulteriori riscontri forniti da Maltauro su alcuni punti dell’inchiesta, invece, il gip ha deciso di concedere i domiciliari.

L’imprenditore, tra l’altro, nei suoi verbali ha ricostruito passo passo il presunto sistema di appalti in cambio di tangenti messo in piedi dalla cosiddetta “cupola”, che sarebbe stata composta dall’ex Dc Gianstefano Frigerio, dall’ex funzionario Pci Primo Greganti, dall’ex senatore Pdl Luigi Grillo e dall’ex esponente Udc e poi in Ncd, Sergio Cattozzo. L’imprenditore, in sostanza, avrebbe raccontato di essere stato costretto a pagare mazzette per poter lavorare in questo contesto, sottolineando il ruolo di Greganti, uno dei protagonisti della Tangentopoli degli anni Novanta, come “colui che rappresentava la vecchia guardia del Pd“. All’impresa di Maltauro sarebbe stato assegnato, con una gara turbata, l’appalto di Expo per le cosiddette ‘architetture di servizi’, per il quale il gruppo di aziende secondo classificato ha chiesto, con un ricorso al Tar della Lombardia, di subentrare nei cantieri, proprio in seguito alle ammissioni dello stesso Maltauro.

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