Solo nel mese di maggio negli Stati Uniti sono stati creati 217.000 nuovi posti di lavoro. Grazie a questo risultato l’economia americana ha di fatto recuperato gli 8,7 milioni di posti persi durante la recessione. Precisamente dal settembre 2008, quando fallì Lehman Brothers e prima dell’elezione alla Casa Bianca di Barack Obama. I dati sono stati diramati dal Bureau of Labor Statistics e suggellano un risultato storico: il tasso di disoccupazione negli States a maggio è rimasto fermo al 6,3%, ai minimi da sei anni. Il dato è leggermente superiore alle attese degli analisti (che avevano previsto un tasso in risalita al 6,4% con 215 mila nuovi posti creati): a quasi 5 anni dalla Grande Recessione, l’economia ha riconquistato il numero di occupati che aveva perso da allora, nonostante nel quinquennio la popolazione sia aumentata del 7%.

Dopo un tiepido inizio di 2014, l’economia Usa scalda i motori. Ad aprile i datori di lavoro Usa avevano dato un impiego a 282 mila ulteriori occupati (dato rivisto in leggero ribasso da 288 mila). I nuovi posti toccano ora una media mensile di 234 mila nel trimestre terminato a maggio, a fronte dei 150 mila dei tre mesi precedenti. Invariato il numero di disoccupati a maggio: 9,8 milioni. In generale, in un anno, il tasso di disoccupazione e il numero di disoccupati sono diminuiti rispettivamente dell’1,2% e di 1,9 milioni. E le persone che hanno perso il lavoro, sottolinea sempre il Bureau, sono calate di 218 mila unità.

I risultati del report dissolvono le paure di trader e investitori, molti dei quali temevano il ripetersi dei risultati negativi registrati a dicembre e a gennaio. Invece per il 4° mese consecutivo sono stati creati oltre 200 mila posti di lavoro, una serie positiva che non si registrava da 14 anni. Il settore in cui si è registrato il maggior numero di ingressi è quello dell’istruzione e dei servizi sanitari, che ha fatto registrare un +63 mila posti, seguito dal settore delle professioni (+55 mila posti), da turismo e ristorazione (+ 39 mila) e dal manifatturiero (+17 mila). Perde, invece, quota il settore pubblico, con 5 mila posti in meno nelle amministrazioni statali e nell’amministrazione federale. “L’occupazione è cresciuta per il 51° mese consecutivo – ha spiegato alla Cnbc Jason Furman, capo del  Council of Economic Advisors del presidente Obama – con 9,4 milioni di postio creati nel settore privato e registriamo anche un aumento del salario medio. Resta ovviamente ancora molto da fare, ma questo è il tipo di passo in avanti che vogliamo vedere”.

Non è altrettanto ottimista lo schieramento repubblicano. “Per nostra sfortuna Obama ha smesso di creare posti di lavoro – attacca il presidente del Republican National Committee, Reince Priebus – questo è il messaggio che la Casa Bianca sta inviando, almeno stando al no opposto dall’amministrazione alla costruzione della Keystone Pipeline (l’oleodotto, la cui costruzione è molto contestata dagli ambientalisti, che dovrebbe collegare il Canada con il Golfo del Messico attraversando da nord a sud il territorio degli Stati Uniti) e alle nuove restrizioni sulla produzione energetica, norme che uccidono l’occupazione”. 

 

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