In otto saranno presto sotto processo a Trapani per voto di scambio, ma potrebbe non essere sufficiente la piccola aula del giudice monocratico, al primo piano del palazzo di Giustizia, per accogliere il dibattimento. Non tanto per il numero degli imputati quanto per le “migliaia” di “parti lese”. In totale sono 36 mila, tutti cittadini di Alcamo, tanti quanti quelli aventi diritto al voto in occasione delle elezioni amministrative del 2012. Tutti questi hanno avuto riconosciuto il diritto a costituirsi parte civile. Tutti danneggiati dall’esito del voto perché secondo la magistratura è risultato “inquinato”.

I protagonisti di questa indagine, che dal prossimo 7 ottobre dovranno comparire dinanzi al giudice Franco Messina, sono l’ex senatore alcamese del Pd, Nino Papania (nella foto), uno degli impresentabili alle ultime elezioni nazionali, due suoi stretti collaboratori, Massimiliano Ciccia e Filippo Di Gaetano, nonché una serie di persone che avrebbero avuto il compito di “comprare” i voti. A loro volta questi “galoppini” elettorali avrebbero dovuto essere contraccambiati da assunzioni presso la società di raccolta rifiuti Aimeri, grazie ai buoni uffici del parlamentare. La tariffa offerta sarebbe stata di 50 euro per ogni voto.

La compravendita si sarebbe sviluppata in occasione del ballottaggio che vide l’attuale sindaco, Sebastiano Bonventre, Pd, vicinissimo a Papania, eletto per uno scarto di voti molto modesto sul suo concorrente, Niclo Solina, proposto da una lista civica. Un procedimento che potrebbe ancora di più far parlare di se per l’assalto che già prima del processo potrebbe già presto esserci al Palazzo di Giustizia. Il pubblico ministero, infatti, oltre che stabilire ampia pubblicità alla citazione di decreto in giudizio, attraverso pubblicazione all’albo del Comune di Alcamo, la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale, si starebbe valutando anche la pubblicità sui giornali, ha anche sancito, e non poteva essere altrimenti, che ognuno dei 36 mila elettori, quale parte lesa, ha diritto ad accedere agli atti, alle trascrizioni delle intercettazioni, si potranno anche ascoltare le voci registrate, e dunque estrarre copia di ogni cosa. Un caso più unico che raro in Italia.

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