Non è andata giù al ministro della Cultura, Dario Franceschini, la storia delle chiavi della Reggia di Caserta consegnata brevi manu dal prefetto di Caserta a Nicola Cosentino, l’ex sottosegretario forzista imputato in un processo perché accusato di favorire il clan dei Casalesi e finito nuovamente in arresto lo scorso 3 aprile. “Già da ieri partita un’ispezione sulla Reggia di Caserta. Le responsabilità –  scrive su Twitter il ministro – saranno accertate e questa vergogna non si dovrà mai più ripetere”. 

Le chiavi erano state trovate dagli investigatori durante la perquisizione subita dal ex parlamentareLa storia delle chiavi in era stata utilizzata a sostegno delle argomentazioni difensive dagli avvocati davanti al Tribunale del Riesame: la tesi difensiva è che Cosentino, detenuto dal 3 aprile scorso nell’ambito di una inchiesta della Dda di Napoli con l’accusa di estorsione e illecita concorrenza per ottenere il monopolio nel settore della distribuzione di carburanti in una ampia zona del Casertano, non avesse accesso alla Reggia per incontri illeciti, come sostenuto dall’accusa, ma soltanto per correre nel parco.

Il Tribunale del Riesame però ha deciso che l’ex parlamentare di Forza Italia, che stava tentando di rientrare sul palcoscenico della politica con Forza Campania, debba restare in custodia cautelare.

Secondo una prima ipotesi avanzata dagli investigatori – come aveva spiegato l’avvocato Montone – le chiavi servivano infatti ad accedere a locali della prefettura dove negli anni scorsi, secondo l’accusa, si sarebbe svolto un presunto incontro, avvenuto alla presenza dello stesso Cosentino, organizzato allo scopo di intimidire un amministratore locale “scomodo” che non voleva sottostare alle pressioni dell’esponente politico. È stato invece accertato – aveva sostenuto il legale – che quelle chiavi servivano invece ad aprire una porta laterale della Reggia ed erano state consegnate a Cosentino dall’allora prefetto per evitare che rimanesse rinchiuso all’interno dell’edificio quando si attardava a correre nel parco“. 

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