Prima le minacce, poi le vie di fatto. Il risultato? Dalla notte di giovedì Twitter è inaccessibile in Turchia. O almeno così vorrebbe il primo ministro Recep Tayyip Erdogan visto che, a quanto pare, molti utenti riescono comunque ad aggirare il blocco continuando a inviare regolarmente messaggi. E, a unirsi allo sdegno e alla disapprovazione da parte dei governi di decine di Paesi nel mondo è anche il Galatasaray, squadra di calcio di Istanbul, guidata da Roberto Mancini, e seconda nel campionato turco. Per protestare contro la decisione di chiudere il popolare social network, sabato 22 marzo i giocatori del Galatasaray durante il riscaldamento della partita contro il Kayserispor, hanno indossato una maglietta con stampato @GalatasaraySK in bella evidenza, ovvero l’account twitter del club.

Ma a pochi giorni dal blocco, fortemente voluto da Erdogan, la Turchia sembra che si prepara a fare già marcia indietro. Il presidente turco Abdullah Gul fa sapere di essere in contatto con Twitter per una veloce soluzione del blocco sul social network nel suo Paese. “Ho dato istruzioni al mio staff, perché contatti Twitter”, ha spiegato Gul ai giornalisti ad Ankara, prima di partire per l’Olanda. “Non è legalmente possibile spegnere Internet e piattaforme”, ha aggiunto sottolineando che il numero dei tweet è raddoppiato da quando il governo del premier ne ha bloccato l’accesso. “Questa è certamente una situazione spiacevole per un Paese sviluppato come la Turchia, che ha peso nella regione e che negozia con l’Unione europea. Quindi sarà risolto presto”, ha concluso

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