“Grazie Russia, grazie Crimea“. Riccardo Fogli sul palco in Crimea intona Compagnia e festeggia l’esito del referendum, che ha stabilito la secessione dall’Ucraina. L’ex dei Pooh, che è stato il primo bassista del gruppo dal 1966 al 1973, canta alla festa di piazza a Sebastopoli, davanti a decine di bandiere russe. “Grazie per avermi invitato – ha detto, come riporta il Corriere – io sono qui a rappresentare la pace, auguro la pace a tutti!”. Agita cartelli contro la Nato e grida “via i fascisti da Kiev“. Canta per mezz’ora alcuni dei suoi successi, tra cui Malinconia, Per Lucia e Piccola Ketty, tutti conosciuti dal pubblico. Fogli, infatti, è un artista molto conosciuto in Russia.

Al giornalista del Corriere che gli chiede le ragioni della sua presenza risponde che “c’è un bellissimo sapore di festa. Di serenità. Tanta gente che salta. Io non vedo cannoni e carri armati, solo una grande folla felice”. Sull’assenza degli oppositori taglia corto: “Non mi fate entrare in discorsi che non conosco”. E aggiunge: “Mi sembra di stare a piazza San Giovanni il Primo maggio, o in un concerto di piazza del Duomo“. 

Ma la presenza di Fogli sul palco in Crimea è “molto discutibile” per Roby Facchinetti, storico leader dei Pooh, che aggiunge: “Rispetto il pensiero di Riccardo che per me è come un fratello”. Il cantante, a Milano per presentare il suo album solista ‘Ma che vita la mia‘, pur ritenendo “discutibile” l’esibizione dell’amico invita però a riflettere bene prima di individuare i ‘buoni’ e i ‘cattivi’: “La storia non la fa chi la vive in prima persona ma chi la scrive, e ciò che si legge – ammonisce Roby – non è quasi mai la verità, non sempre i cattivi sono i cattivi”.

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