“Dovremmo rientrare tutti nella categoria che da maggio riceverà ottanta euro in più in busta paga. Speriamo”. In piazza XXV Aprile a Milano mancano tre giorni all’apertura del nuovo Eataly di Oscar Farinetti. Mentre gli operai montano l’insegna sulla ormai ex facciata del teatro Smeraldo, i dipendenti che accolgono fotografi e giornalisti rispondono tutti allo stesso modo: “Se Renzi dice il vero, dovremmo avere diritto all’aumento, sì”. Molti i simpatizzanti del premier, ci assicurano. Quasi tutti sotto i 1500 euro al mese, la maggior parte con contratto a termine. “Ma dopo due anni l’ottanta verrà stabilizzato”, assicura Farinetti. Anzi: “Se un imprenditore ha i conti in ordine e non lo fa è un bastardo”. Il padrone di casa intanto aspetta il cosiddetto ‘contratto unico‘. “Un’idea geniale”, esclama, convinto che sia anche questa una trovata dell’amico Matteo, al quale conferma tutta la stima: “Si è mosso alla grande”, spiega riferendosi all’ormai famosa conferenza stampa delle slide. “Ma quelle, mi ha detto Gramellini, non sembravano esattamente quelle di Eataly”, racconta divertito Farinetti. E le coperture? “Ma che ci vuole? Per lo Stato trovare 10 miliardi è come per una famiglia tirare fuori 50 euro”. Del pacchetto di riforme firmato Renzi al patron di Eataly piace tutto, anche le tasse sulle rendite finanziarie. “Ha fatto benissimo, ve lo dice uno che qualche soldo ce l’ha” di Franz Baraggino

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