Qualche giorno fa il presidente del consiglio Enrico Letta aveva annunciato la prossima presentazione di una proposta di legge sul conflitto di interessi. Modi e tempi dell’annuncio avevano indotto i seguaci di Renzi a fiutare una possibile trappola, una tagliola per tentare di bloccare le “profonde sintonie” tra il sindaco e il cavaliere condannato.

Sia come sia, l’obiettivo è stato raggiunto. Nella proposta di nuova legge elettorale non solo non si menziona il conflitto di interessi, ma neppure si fa cenno alle norme su incandidabilità ed ineleggibilità e sulle modalità di accesso ai media durante le campagne elettorali, anche per non irritare Silvio l’Italicum.

Non avevamo dubbi che così sarebbe finita, perché questo film viene trasmesso e ritrasmesso da oltre un ventennio. Restiamo solo in attesa di vedere se e quando Enrico Letta presenterà la sua proposta in materia di conflitto di interessi e di normativa antitrust, se non altro per capire come sia possibile presentare una legge che non sia considerata provocatoria e che, di conseguenza, si applichi a tutti, meno che alla famiglia Berlusconi.

Forse non accadrà nulla, la legge non sarà neppure depositata, del conflitto di interessi non si parlerà più, la famiglia Berlusconi “rischierà” di vincere le prossime elezioni, e Silvio l’Italicum passerà lo scettro a Marina, alla faccia di quelli che: “tanto il conflitto di interessi non influisce sui risultati elettorali…”.

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