Blitz animalista contro Flavio Briatore. La notte scorsa, militanti di Centopercentoanimalisti hanno “salutato” l’imprenditore piemontese affiggendo numerose locandine in via Monte Penice a Milano, quartier generale di Sky (e nella vecchia sede di via Piranesi), che lo riprendono con dei fagiani uccisi in una battuta di caccia, e con la scritta: “Il tuo programma non cancella l’odore! Vergogna Flavio Briatore!”.

Gli animalisti hanno come obiettivo dell’azione dimostrativa la sede dell’emittente televisiva che trasmette The Apprentice, il programma condotto dal patron del Billionaire. “Ora nel 2014 – scrivono gli attivisti nel rivendicare il blitz – Briatore ritorna a condurre un reality televisivo su Sky per apprendisti maneggioni (esperienza docet)”. E proseguono: “Delle discutibili e discusse attività di Flavio Briatore, come animalisti ce ne importa poco o niente. Ci sentiamo invece indignati per quella che viene presentata come la sua recente passione nel tempo libero: la caccia“. 

L’imprenditore è accusato infatti di avere “aperto la stagione assassinando dei fagiani“, per lo più “in riserva, naturalmente, animali di allevamento che neppure scappano o si nascondono all’arrivo dei cacciatori”. Gli animalisti rincarano poi la dose: “Lo vediamo in un foto di gruppo, sorridente, con trenta cadaveri sparsi davanti a lui: trenta vite innocenti spezzate per divertimento. E in più con la presenza di minori”. “Certo – commentano i militanti di Centopercentoanimalisti – da uno come Briatore non ci si aspetta né sensibilità né empatia verso gli altri esseri viventi. Ma qui si va oltre: il cacciatore è un individuo disturbato, un sadico che uccide per passatempo, un vandalo distruttore e inquinatore della natura. A Flavio Briatore e a tutti i cacciatori esprimiamo la nostra riprovazione e il nostro disprezzo”.

close

Prima di continuare

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità ci aiutano a pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo, ma non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Sei arrivato fin qui

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it e pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi però aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Diventa Sostenitore
Articolo Precedente

Cosenza, si costituisce il pirata della strada che ha ucciso due donne a Capodanno

prev
Articolo Successivo

Roma, anziano sfonda il vetro di una banca con il Suv. Una vittima, 5 feriti

next