Secondo Restitution Day per i parlamentari del Movimento 5 Stelle: i pentastellati hanno staccato un assegno formato maxi da circa 2,5 milioni di euro (2.563.016,76 €). Sono soldi da rendere ai cittadini sotto forma di fondo di garanzia per le PMI (Piccole e Medie Imprese).

Ma c’è un problemino. “Questi soldi sono bloccati dall’immobilismo del governo Letta – spiega Paola Taverna, capogruppo M5S al Senato – Nonostante il nostro emendamento approvato il 5 agosto scorso nel ‘decreto del fare’, non è stato ancora emanato il decreto attuativo che ci consentirebbe di versare questi soldi aiutando le piccole imprese in difficoltà”. Onde per cui è stato aperto un sito a fare da pungolo a Saccomanni e al governo Letta.

Immaginiamo la faccenda a parti inverse: il governo Letta vuole aiutare le PMI, ma M5S lo impedisce. Titoli cubitali.

La notizia, così com’è, è invece precipitata in un silenzioso e insondabile abisso: su Repubblica nisba, idem sull’UnitàAnsaIl Giornale, eccetera. Come dicono gli americani, “name it”: non ne ha parlato quasi nessuno.

Con tre eccezioni e mezza.

La prima qui su ilfattoquotidiano.it Fatto, dove il secondo Restitution Day figura in bella vista nella home page. 

La seconda su Rainews.it, presente all’appello anche (un po’ più giù) in home page e con foto.

La terza su Adnkronos\IGN, con link senza foto in home page.

La terza e mezza, incredibile dictu, su LiberoSi tratta di un copia e incolla dell’agenzia di Adnkronos, introvabile dalla home page, ma resta comunque sorprendente da parte di un quotidiano che nello stesso giorno twittava le seguenti due perle. Grazie, Belpietro. 

 


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Ps.Merita un post scriptum tutto per sé il titolo del Tg2 che ribalta totalmente la realtà. A leggerlo, sembrerebbe che i parlamentari M5S stiano protestando per fantomatici tagli ai loro stipendi e alle loro diarie.

 

 

 

 

 

 

di Francesco Manna (@FrancescoLamana https://twitter.com/FrancescoLamana) e Annalisa Rossi (@Annalisaros https://twitter.com/annalisaros )

 

close

Prima di continuare

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità ci aiutano a pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo, ma non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Articolo Precedente

SIAE: Caro Maestro Paoli, sulla ‘copia privata’ forse ha preso una stecca

prev
Articolo Successivo

La web tax diventa legge: si chiamerà spot tax

next