Michele Santoro apre la nuova puntata di Servizio Pubblico sulle note di “Te c’hanno mai mannato a quel paese” di Alberto Sordi. Ed esordisce: “Per come è costruita l’Europa, l’euro, la vedo abbastanza male, ma senza Europa avremo messo piede in qualche altra forma di fascismo”. Il timoniere di Servizio Pubblico commenta così la bocciatura del Porcellum da parte della Corte Costituzionale: “E’ un bel casino, ora sono cazzi”. E osserva come la nomina dei parlamentari eletti grazie al premio di maggioranza non sia stata ancora ratificata: “Quindi si può ritenere che alcuni atti, come l’abolizione dell’Imu, siano validi, perché presi della pubblicazione della sentenza della Corte Costituzionale, ma è un problema che un organo del Parlamento, dopo che questa sentenza ha dichiarato che è illegittimo eleggere rappresentanti con quel premio di maggioranza, ratifichi la loro elezione. E’ un’assurdità”. E sottolinea, menzionando le soluzioni prospettate da Berlusconi, da Renzi e da Grillo : “Bisogna fare presto, ma per una volta sono scandalosamente d’accordo con Giuliano Ferrara, secondo cui nessuno dei tre è così forte da realizzare l’obiettivo. Né è così forte Napolitano, che prima o poi dvorò prendere atto che i meccanismi, che lui stesso ha innescato, abbiano prodotto nel paese il più grande vuoto di legalità della storia repubblicana”. E conclude, citando la puntata di una sua trasmissione in cui alcune casalinghe di destra lanciarono una provocazione a Massimo D’Alema, all’epoca presidente della Bicamerale: “Dovrebbero chiuderli tutti dentro, buttare la chiave e fare in modo che escano solo quando l’hanno trovata. E’ una buona idea. Per una o due settimane si lasciano i parlamentari con pochi viveri, poca acqua. E decidano. Fingiamo per una volta di essere migliori di come siamo. E se nn ce la fate in un mese a trovare una soluzione, andate tutti a quel paese. E noi con voi”

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