Gianni Dragoni, nel suo editoriale, ricapitola il tesoro immane di Silvio Berlusconi: “Secondo i calcoli dei giornalisti Paolo Biondani e Carlo Porcedda, nel loro libro “Il cavaliere nero”, è possibile attribuire a Berlusconi un tesoro nei paradisi fiscali pari a 1 miliardo e 277 milioni di euro. Un tesoro che potrebbe spiegare la simpatia con chi porta soldi all’estero, infatti Berlusconi e Tremonti, tra il 2001 e il 2010, hanno fatto ben tre scudi fiscali”. E aggiunge: “Nel 1980 spuntano i primi 65 milioni di euro in nero su libretti al portatore a Milano. Poi ci sono le società off shore 1989-1994 con un totale di 775 milioni di euro, con la cassaforte che è All Iberian. Poi ci sono i conti alle Isole Vergini Britanniche, Panama, Malta per un totale di 892 milioni di euro in nero. 368 milioni di euro sono stati contestati per frode fiscale della compravendita dei film, soldi finiti su conti alle Bahamas, Los Angeles, Svizzera ed Hong Kong, per 347 milioni tra 1994 e 1998. Alla Bahamas ci sono 18 milioni di dollari ed un versamento di 10 milioni di euro ed un regalo a Marina, una villa ed uno yacht, che sono la punta dell’iceberg di quello che è in realtà”

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