Nel suo editoriale di apertura, Michele Santoro si sofferma sull’arroganza e sulla chiusura della sinistra, menzionando il libro di Francesco Piccolo, “Il desiderio di essere come tutti”. Inevitabile la menzione di Enrico Berlinguer e della sua eredità politica. Affronta, quindi, il caso Cancellieri: “Oggi Salvatore Ligresti ha raccontato che ha raccomandato la Cancellieri a Berlusconi. E il ministro si è precipitata a definire “surreale” questo racconto. Allora perché Ligresti racconta questo? E’ un complotto? Un ricatto? E contro chi? Contro il governo, il ministro, Napolitano? La Cancellieri non ce lo spiega”. Santoro rivolge una domanda a Piccolo: “Siamo sicuri che tutta la colpa della caduta del governo Prodi sia di Bertinotti e della contrapposizione tra etica e politica? Io penso che gli altri, quelli che la sinistra non vede, siano i giovani, i disoccupati, i nuovi poveri che pagano la nuova crisi provocata dai Ligresti, dalla finanza e dalle banche. Letta però è ottimista. E anche Monti lo era. In bocca al lupo”. Il giornalista poi sottolinea che la Cancellieri non è peggio degli altri, ma avrebbe dovuto dimettersi

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