Il mondo degli oggetti del piacere è in evoluzione continua. Quasi quanto quello degli smartphone. Ormai la paperella vibrante gialla è diventata fetish, parigina, rosa, argentata, bondage. E per molti, già vintage. Mentre scrivo nuovi vibratori di design con microcomponenti sofisticatissimi, sono già in produzione per le varie fiere di settore dell’anno prossimo. Perché questa premessa? Da poco la designer francese Marine Peyre ha lanciato il Love Mover, un cuscino rosa che rende ergonomiche e comode le posizioni dell’amore. Anni fa anche Matali Crasset, già collaboratrice di Philippe Starck, creò il sex toy ‘8eme ciel.

Che dire anche di Shiri Zinn, inglese, che con il suo vibratore Minx, alla pasta di quarzo, con un’estensione a coda in piume di marabù ha stupito i visitatori del Moma di New York, dove è stato esposto? Continuo? Karim Rashid ha realizzato lo spazio vendita e il lounge della boutique erotica più famosa di Berlino. E in Italia, patria di creativi? Nulla. Solo archistar, glass designer, stylist d’interni e cool hunter: moda, architettura, architettura, moda. Allora faccio un appello per diffondere il Made in Italy anche nell’oggettistica del piacere. Se qualche coraggioso designer italiano volesse iniziare a progettare dildi e vibratori avrebbe tutta la mia stima. E non solo la mia. So che c’è chi ha già fatto capolino. Continuate così. N.b.: ovviamente il titolo di questo post è ironico: sarebbe divertente postare l’annuncio sui siti che si occupano di selezione del personale.

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