Ho trovato sempre troppo asciutte le varie tagliatelle o simili con i funghi porcini freschi. E se qualcuno, per generosità, abbondava in condimenti d’olio o di burro, la fragilità del profumo e del sapore ne risentiva irrimediabilmente. In quei casi, l’abbondanza di nipitella non ha mai risolto il problema. Come del resto la combinazione con il pomodoro, così utile nei “ragù” con i funghi secchi, si sa, diventa oltraggiosa se incontra la freschezza del boletus edulis. Così, di recente, per stupire amici e d’intorni, mi sono armato di Santa Pazienza e ho fatto un soffritto di cipolle, carote e sedano. L’ho portato fino al color dell’oro, senza raggiungere il color del rame, aggiungendo solo in quel momento una spicchio d’aglio tritato e ho fermato il tutto, dopo pochi minuti, con qualche romaiolo d’acqua. Vi ho aggiunto poi i gambi di alcuni porcini, più qualche cappella fra le meno belle che avevo. Le altre, le più turgide, le ho preservate per il gran finale.

Nella medesima pentolina dove tutto sobbolliva, ci ho poi aggiunto prima un mezzo cucchiaio di nipitella tritata e poi, spezzettandola, una piccola patatina, che come si sa ha il potere di amplificare i profumi, in questo caso del denso purè di funghi, che dopo venti minuti, e una bella frollatura, apparirà sotto i vostri occhi. 

Cotte le tagliatelline, le ho risaltate dentro un teglia dove avevo saltato le cappelle più turgide affettate grossolanamente, lasciandole sostanzialmente crude. Solo a quel punto ho aggiunto il denso purè, per un ulteriore condimento, rigirando e rigirando il tutto ben bene prima di servire.

Giubilo fra i commensali a cui ho dovuto chiedere di rallentare per non mostrare la loro eccessiva voracità. Si sa, l’inferno abbonda di golosi, ma io al contrario, lontano dal desiderio di lodarmi per non sbrodolarmi, ho sinceramente pensato che questa ricetta fosse senza alcun dubbio paradisiaca e per questo ve la regalo.

 

close

Prima di continuare

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità ci aiutano a pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo, ma non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Articolo Precedente

Tempo libero: la vita, il fil rouge e i ferri da calza

prev
Articolo Successivo

Diete di piacere: ‘Kama Fitness’, 60 esercizi per dimagrire con il sesso

next