“Dedico la medaglia alle vittime di Lampedusa“. Lo ha annunciato Vanessa Ferrari, dopo l’argento vinto al corpo libero ai Mondiali di ginnastica di Anversa, in Belgio. L’azzurra, che si è esibita sulle note di Tangled Up di Caro Emerald, ha chiuso alle spalle della statunitense Simone Biles e davanti alla romena Larisa Iordache. “Vanessa – ha dichiarato il suo allenatore Enrico Casella – è senza dubbio la più grande ginnasta italiana di sempre e oggi è stata la prima delle umane, visto che la Biles in questa specialità è di un altro pianeta. Non alla trave, però, dove a mio parere, doveva starci dietro. Anche noi abbiamo presentato ricorso al corpo libero, ma è stato respinto. Quelli delle due americane, invece…”.

Quello di Vanessa Ferrari è il primo argento mondiale della storia della ginnastica azzurra femminile, il nono in totale per la Federginnastica, mentre complessivamente è il 49esimo piazzamento iridato della Fgi. “I tanti ragazzi che sono morti nella tragedia di Lampedusa come me nello sport erano alla ricerca di un sogno ma loro non ce l’hanno fatta”, ha detto la Ferrari. “Poi voglio dedicarla anche ad Alberto Busnari, che ha subito un’ingiustizia, ieri, al cavallo con maniglie, a mio fratello Ivan e ad Andrea (Cingolani, bronzo europeo al corpo libero lo scorso aprile a Mosca), il mio ragazzo che purtroppo per un infortunio ai Giochi del Mediterraneo non ha potuto gareggiare”, aggiunge. “Non c’è un segreto per rimanere a certi livelli – racconta – Magari ci fosse una pozione magica. Se ti alleni puoi arrivare, se non lo fai di sicuro”.

Infine una battuta sul quarto posto nella trave: “Penso di meritarmelo proprio questo argento, dopo una serie di quarti posti – conclude – la trave è un attrezzo strano dove te la giochi sul momento. Secondo me dovevo stare sul podio anche lì”.

Il Fatto di Domani - Ogni sera il punto della giornata con le notizie più importanti pubblicate sul Fatto.

ISCRIVITI

Sostieni ilfattoquotidiano.it: mai come in questo momento abbiamo bisogno di te.

In queste settimane di pandemia noi giornalisti, se facciamo con coscienza il nostro lavoro, svolgiamo un servizio pubblico. Anche per questo ogni giorno qui a ilfattoquotidiano.it siamo orgogliosi di offrire gratuitamente a tutti i cittadini centinaia di nuovi contenuti: notizie, approfondimenti esclusivi, interviste agli esperti, inchieste, video e tanto altro. Tutto questo lavoro però ha un grande costo economico. La pubblicità, in un periodo in cui l'economia è ferma, offre dei ricavi limitati. Non in linea con il boom di accessi. Per questo chiedo a chi legge queste righe di sostenerci. Di darci un contributo minimo, pari al prezzo di un cappuccino alla settimana, fondamentale per il nostro lavoro.
Diventate utenti sostenitori cliccando qui.
Grazie Peter Gomez

ilFattoquotidiano.it
Sostieni adesso Pagamenti disponibili
Articolo Precedente

Roma, la squadra formata da migranti diventa un film: la storia di Liberi Nantes

next
Articolo Successivo

Serie A, risultati e classifica – Roma 7 bellezze, cuore Juve contro lo psico-Milan

next