Marine Le Pen continua combattiva sulla strada della dédiabolisation del suo partito. Sì, lo sdoganamento del Front National, che le ha permesso di accrescere i consensi (e di arrivare addirittura al 17,9% di voti al primo turno delle presidenziali del 2012). La sua operazione riguarda ormai anche il campo semantico… Mercoledì ha sottolineato che l’Fn “non è di estrema destra”. Non solo, la figlia di Jean-Marie Le Pen, patriarca di quella parte politica in Francia, ha minacciato di agire a livello giudiziario contro chi etichetterà lei e il suo partito in quel modo. Insomma, a suon di querele. Intanto, da giovedì mattina, è iniziata una campagna sui social network d’Oltralpe degli avversari della donna per dire che “il Front National e Marine Le Pen sono di estrema destra”.

La Le Pen ha sottolineato che quella definizione “è peggiorativa”. “Nello stesso sacco si mette Breivik (l’autore del massacro in Norvegia) e Alba dorata (il movimento neonazista in Grecia) – ha sottolineato la leader dell’Fn -. Poi si scuote bene in modo da ottenere un’immagine sufficentemente schifosa da appiccicare anche al Front National”. La donna ha parlato di “grave imparzialità” da parte dei media: “Il nostro partito – ha aggiunto – non è trattato alla stregua di uno come gli altri, quale invece è”. Ha poi specificato il suo credo politico: “L’Fn rispetta l’integralità delle idee repubblicane, non è né a destra né a sinistra. Ha idee radicalmente diverse dal Partito socialista e dall’Ump“, il partito di centro-destra, lo stesso di Nicolas Sarkozy. Per la Le Pen “il Front National non è un partito di destra. Chi lo pensa si sbaglia davvero”. Poi la la donna (che è avvocato) ha fatto un passo ulteriore, minacciando di portare in tribunale chiunque osi da ora in poi appiccicarle l’etichetta di estrema destra.

Le reazioni non si sono fatte attendere. Jean-Christophe Cambadélis, deputato socialista e da anni fine conoscitore della galassia dell’estrema destra francese, ha lanciato un appello “a tutti i parlamentari e a tutti i democratici di questo Paese perché mediante blog e social network, Facebook e Twitter, dicano chiaro e tondo che il Front National e Marine Le Pen sono di estrema destra”. Cambadélis ha invocato “un semplice atto di resistenza. E poi che osi farci querela…”. Secondo il politico socialista “Marine Le Pen è di estrema destra perché ritiene che ci siano dei francesi che, per la loro cultura e la loro storia, lo sono solo sulla carta. Perché non rispetta i principi di eguaglianza. Perché vuole vietare che si pensi in maniera diversa da lei. Perché rimette in causa la fratellanza francese praticando l’islamofobia. Perché attacca i diritti delle donne pensando di abolire l’aborto“. “La strategia della Le Pen – ha aggiunto – è confondere le frontiere tra le formazioni politiche. La sua speranza è che lo scompiglio nel quale è piombata una parte della destra le permetta di prendere il sopravvento”.

In effetti l’Ump non ha ancora digerito l’uscita di scena (ma fino a quando?) di Sarkozy ed è dilaniato dai contrasti fra diverse correnti. La stessa Le Pen ha puntato il dito contro l’ex presidente dicendo che “le sue dichiarazioni ambigue (ritorno o non ritorno?) stanno paralizzando l’Ump”. Ma la Le Pen sembra aver ragione ad andare a cercare voti da quelle parti. Nei giorni scorsi un sondaggio dell’istituto Bva ha messo in evidenza che, se ci fossero ora nuove presidenziali e se i simpatizzanti dell’Ump dovessero scegliere al secondo turno fra il candidato del Ps e quello dell’Fn, nel 63% dei casi voterebbero per quest’ultimo. Un’altra inchiesta, dell’istituto Bva, riguardo alle prossime elezioni comunali, che si terranno in Francia nel marzo 2014, ha visto il Front National salire al 16% dei consensi, contro il 12% del marzo scorso. Ma nello stesso sondaggio il 77% dei francesi definiva l’Fn un partito di estrema destra. Che la Le Pen lo voglia o no.

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