Non è solo una questione di spread. L’Italia è stata sorpassata dalla Spagna anche in termini di produttività, questo ormai è ufficiale. E’ la conclusione a cui giunge il rapporto sulla Competitività che la Commissione Europea approverà il 25 settembree che è stato anticipato dall’Adnkronos. Quindi il pareggio sul differenziale di rendimento con i titoli di Stato tedeschi raggiunto nei giorni scorsi tra i Btp italiani e i Bonos spagnoli ha qualche cosa a che fare anche con l’economia reale.

Persino la Grecia, messa in ginocchio dalla crisi, ha migliorato la produttività, insieme alla Spagna che ha sorpassato il Bel Paese. Questo perché nonostante la crisi ha fatto le riforme sul mercato del lavoro per spingere la competitività. La Commissione Ue ha in più sedi sollecitato l’Italia a spostare la riduzione del carico fiscale dalla casa al lavoro e alle imprese. Male anche il costo dell’energia. In Italia e Cipro si registrano i livelli più alti di tutta la zona Euro. Alla luce di questo scenario, mercoledì Bruxelles solleciterà a Roma ad accelerare le riforme necessarie per la competitività industriale e dunque per la creazione di posti di lavoro.

Bruxelles segnala, poi, che in termini di competitività l’Europa ha fatto dei progressi, ma restano ancora molte sfide da superare. La maggior parte dei Paesi Ue mostra dei problemi, eccetto la Germania che registra dei buoni risultati. A pesare gli “alti costi dell’energia“, la “burocrazia”, la “scarsa spesa in ricerca e innovazione” e i “problemi di accesso al credito“. Per la Commissione, a causare questo declino negli ultimi 10 anni sono stati gli aumenti del salario lordo nominale combinato con una scarsa crescita della competitività.

Le cattive notizie, però, non si fermano al confronto con Madrid. L’Italia, sostiene ancora il rapporto, è un Paese che dal 2007 sta subendo una forte deindustrializzazione. Come evidenzia il documento, il Paese resta sopra la media Ue, ma l’andamento dello smantellamento dell’industria è tra i più veloci dell’Eurozona. In generale, in ogni caso, secondo il rapporto, anche il resto d’Europa presenta un trend di deindustrializzazione. E a perdere terreno, accanto all’Italia, c’è la Finlandia.

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