Spiragli per la grazia nella nota di Napolitano? “Non ne vedo, non ci sono le condizioni, tra tre anni non so cosa potrebbe accadere, ci potrebbe anche essere una situazione di emergenza umanitaria, ma ora come ora no”. Stefano Rodotà, intervistato da Radio Capital, commenta la nota che il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha diramato la sera del 14 agosto per prendere posizione sulla possibilità di concedere la grazia a Silvio Berlusconi, condannato dalla Cassazione a quattro anni per frode fiscale l’1 agosto scorso. “Napolitano ha escluso che la grazia arrivi motu proprio – ha spiegato il giurista – E poi per la grazia sono fissate condizioni specifiche che fanno perno sul carattere umanitario della decisione. Fino a quando non saranno presenti le condizioni indicate dalla legge, dalla giurisprudenza, dalle consuetudini costituzionali e dai precedenti, sono quattro i riferimenti che fa Napolitano, la grazia non può essere concessa. Questo dovrebbe chiudere il discorso e la partita”.

Ma ci sono altre vie per la clemenza? “No, non ci sono”, risponde Rodotà. E la cosiddetta “agibilità politica”? “E’ una invenzione di questa fase, non ha nulla a che vedere con la grazia e che cerca di forzare le istituzioni, anzi cerca di forzare la mano del presidente della Repubblica per risolvere un problema politico nato da una legittima decisione della magistratura. E’ un impraticabile tentativo di trovare una scorciatoia istituzionale. In questo momento l’agibilità politica dipende dalle condizioni di funzionamento del sistema politico che sono pessime, un sistema che cerca di scaricare sui meccanismi istituzionali responsabilità che sono sue proprie”.

L’ex garante della privacy non risparmia una stoccata al presidente della Repubblica: “Il passaggio della nota in cui Napolitano parla di “legittime manifestazioni di dissenso” rispetto alla sentenza della Cassazione forse non era un passaggio necessario. Era nello spirito che il Presidente sta adoperando, dal suo punto di vista, cioè quello di mantenere una rete di protezione per il governo, è comprensibile. Diciamo che è un di più che non mi entusiasma”. 

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