La nave che ha soccorso al largo della Libia 102 immigrati clandestini naufraghi ed è ferma al largo di Malta non può attraccare al porto della Valletta. E’ quanto ha ribadito il governo dell’isola, come riferiscono fonti governative alle agenzie di stampa in risposta alla sollecitazione della Commissione europea.

La Procura generale della Repubblica maltese ha anzi ordinato all’armatore dell’M/v Salamis di tornare sul punto dove ha soccorso i naufraghi, a 40 miglia dalla costa libica, perché Malta ritiene che solo Tripoli possa assumere la responsabilità sulla sorte dei migranti. Malta ritiene infatti che il capitano della nave abbia disatteso l’ordine di non avvicinarsi all’isola. La nave è bloccata da 3 motovedette maltesi, con a bordo medici della Marina maltese impegnati a verificare la salute dei naufraghi.

”E’ dovere umanitario delle autorità maltesi lasciar sbarcare queste persone. Rinviare la nave in Libia sarebbe contrario alle leggi internazionali”, ha dichiarato il commissario Ue agli Affari interni Cecilia Malmstrom, dopo che Malta ha impedito l’attracco della nave. E ha aggiunto: “La priorità è salvare le vite delle persone soccorse. Qualsiasi disputa sull’autorità responsabile della ricerca e del soccorso, incluso il coinvolgimento delle autorità italiane e libiche, così come il posto giusto per lo sbarco, non aiuta le persone in immediata necessità di aiuto. Queste questioni saranno chiarite in seguito”.

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