“Mi appello a Enrico Letta affinchè faccia piena luce sulla deportazione di mia moglie e figlia da Roma in Kazakistan, dove ora sono in ostaggio di Nursultan Nazarbayev”. La richiesta arriva da Mukhtar Ablyazov, l’oppositore kazako in esilio a Londra dal 2009, che parla in un’intervista a La Stampa. “Nel mezzo della notte numerosi agenti speciali italiani sono entrati nella casa fuori Roma. Erano armati, senza uniforme e senza mandato. Hanno perquisito la casa e picchiato uno dei familiari”, racconta Ablyazov. “Le hanno portate via, senza dire a nessuno dove andavano”.

L’Italia non fa questo tipo di deportazioni. E’ senza precedenti”, sottolinea Ablyatov. “E’ avvenuto perché il dittatore del Kazakistan voleva due ostaggi contro il suo maggiore oppositore politico. E’ riuscito ad ottenerli grazie agli agenti italiani. Ciò che abbiamo compreso – prosegue – ci porta a credere che sia stato un blitz del ministero dell’Interno in collaborazione con agenti di una dittatura ex sovietica. Quelli che in Italia avrebbero potuto bloccare il rapimento sono stati esclusi dall’operazione. Il governo italiano deve spingere il ministero dell’Interno a svelare la verità – chiede l’uomo – ponendo fine alla protezione dei responsabili di questa vicenda”.

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