“Ora è tempo di decidere in modo chiaro e inequivocabile e per alcuni di noi è anche tempo di dimostrare se si vuole veramente che questo Paese cambi oppure se si vuole che tutto rimanga com’è e com’era”. Ad affermarlo in una nota è il patron della Tod’s, Diego Della Valle che ha rotto il silenzio sulla vicenda Rcs – Corriere della Sera. A proposito della quale si dice “prontissimo a fare la mia parte” nell’ambito dell’aumento di capitale da 400 milioni del gruppo editoriale, ma vuole dai soci conferma sullo scioglimento del patto di sindacato, sulla revisione del piano industriale e sui termini della ricapitalizzazione stessa.

“Sto aspettando che alcuni importanti azionisti mi confermino quello che avevamo, in più di un’occasione, discusso e considerato positivamente, e cioè: dare a Rcs una governance moderna, sciogliendo l’attuale patto di sindacato sostituendolo con alcuni azionisti pronti ad investire e avere quote simili tra di loro; modificare il piano presentato; rivedere alcuni termini dell’aumento di capitale”, recita la nota.  Tutto “nella logica di cercare di dare all’azienda un avvenire migliore e proiettarla nel futuro del mondo dell’editoria, rispettando le persone che ci lavorano e rafforzandone l’indipendenza editoriale”.

Se questa linea strategica troverà conferma, sottolinea Della Valle, “sono prontissimo a fare la mia parte, come del resto i miei interlocutori sanno. Se invece quello che mi era stato rappresentato come possibile non risponde più alle intenzioni, magari semplicemente perchè qualcuno ha comperato un pò di diritti di opzione, prenderò atto che manca la volontà di affrontare le criticità che ho a più riprese segnalato e che si intende perseguire una operazione che non ritengo nell’interesse di Rcs Mediagroup, di chi ci lavora e dei suoi azionisti”, aggiunge.

Il patron della Tod’s ha quindi confermato di non aver in programma incontri al vertice con il presidente della Fiat, John Elkann, a sua volta fresco di annuncio di scalata al Corriere di cui anche Della Valle è azionista forte. “Leggo che ci dovrebbe essere un incontro tra me e Jaki Elkann, cosa della quale non so nulla e non avrei, tra l’altro, nessun motivo per incontrarlo”, scrive l’imprenditore. “In questi giorni, sulla questione Rcs, ho letto molte cose, forse troppe, spesso non reali” aggiunge.

close

Prima di continuare

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità ci aiutano a pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo, ma non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Sei arrivato fin qui

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it e pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi però aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Diventa Sostenitore
Articolo Precedente

Transparency Italia, volpe a guardia del pollaio

prev
Articolo Successivo

Giacimenti culturali, cosa farne? (parte 2)

next