Sette giorni, dal 18 giugno alla mezzanotte di ieri, 25 giugno tanto è durata la pubblicazione sul sito della Siae dell’avviso con il quale la Società italiana autori ed editori ha annunciato l’intenzione di selezionare ventotto nuovi mandatari cui affidare altrettante zone di responsabilità sul territorio.

L’attività di mandatario della Siae – nonostante la crisi e la recente rideterminazione delle condizioni economiche che lo legano alla società – è una tra le più ambite nel sistema della gestione e raccolta dei diritti d’autore nel nostro Paese in quanto, nella sostanza, il mandatario rappresenta Siae sul territorio, garantendosi profitti – più o meno lauti – incassando una provvigione sui contratti di licenza perfezionati dagli utilizzatori e un compenso sullo svolgimento dei servizi che Siae effettua in convenzione per alcuni enti pubblici.

E’ un’attività, insomma, che fa certamente gola a centinaia di professionisti e piccoli imprenditori locali e che gioca un ruolo centrale nella presenza della Siae sul territorio, nell’efficacia dell’azione della società negli interessi dei propri associati nonché nel garantire l’immagine della Siae agli occhi degli utenti.

Tutto questo senza contare i rilevanti interessi economici che girano attorno al sistema dei mandatari: un giro da decine di milioni di euro per la Siae e, evidentemente, per i mandatari.

Della rete di mandatari della Siae, d’altra parte, si è di frequente discusso nel corso dell’ultimo anno, persino in Parlamento, sia in ragione della decisione della società – nell’ambito del proprio piano di ristrutturazione aziendale – di “licenziare” decine di mandatari sia in ragione di alcuni episodi, assai poco lusinghieri, che hanno avuto per protagonisti proprio alcuni mandatari.

Un buon lavoro per molti professionisti e piccoli imprenditori, un’assoluta centralità nell’attività della Siae ed un innegabile rilievo degli interessi economici in gioco.

Sono tutti fattori che – se ora il vento è davvero cambiato e la Siae dopo aver avuto l’esigenza di “licenziare” decine di mandatari ha bisogno di “assumerne” degli altri – avrebbero suggerito la promozione di una selezione alla quale invitare a partecipare il maggior numero possibile di mandatari attraverso un’adeguata pubblicità diffusa per il più lungo periodo di tempo possibile ed in modalità multicanale.

Niente di tutto questo, invece.

Solo un avviso pubblicato sul sito internet della società e solo sette giorni per candidarsi a fare il mandatario in una delle 28 zone disponibili, iscrivendosi alle selezioni che avranno luogo il prossimo 5 luglio.

Perché così poca pubblicità? Perché ritmi così serrati?

Chi ha interesse a che alla selezione anziché il maggior numero possibile di mandatari, partecipino solo “pochi intimi” o comunque, poche decine di “addetti ai lavori”?

Sono domande che non ci si può non porre soprattutto nel leggere –nell’avviso pubblicato sul sito della Siae – che il Direttore Generale, Gaetano Blandini ha assunto la decisione di promuovere la selezione con una delibera del 31 maggio scorso.

Perché, dunque, se tutto era pronto da oltre un mese e mezzo si è atteso sino al 18 maggio per pubblicare l’avviso ed aprire le iscrizioni alla selezione?

Chi sono – perché certamente ce ne sono molti – i privilegiati, amici degli amici, che tra il 31 maggio ed il 18 giugno hanno avuto notizia dell’imminente selezione ed hanno così potuto prepararsi più e meglio degli altri a parteciparvi?

Sono destinate, per il momento, a restare senza risposta ma che, nei prossimi mesi, potrebbero finire al centro delle verifiche cui potrebbe rendersi necessario procedere per allontanare il timore che la selezione dei mandatari Siae – specie in un momento tanto delicato per la vita dell’Ente – possa essere, in qualche modo e da qualcuno, “pilotata”, “inquinata” o “condizionata”.

Trasparenza, dovrebbe essere, in un momento di questo genere e dopo tante polemiche, la parola d’ordine nella gestione di una procedura di selezione tanto importante come quella che la Siae si avvia a gestire.

Niente di tutto questo, invece,

Nell’avviso pubblico – caso più unico che raro – si legge, addirittura, che “La valutazione sarà compiuta in forma riservatae che “non verrà formata una graduatoria finale”.

La Siae, insomma, si avvia a selezionare i suoi ventotto nuovi “prefetti” sul territorio, attraverso una selezione veloce veloce e assai poco trasparente.

Difficile credere che questa storia finisca qui.

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