Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo del 1948, Art. 21: Ogni individuo ha il diritto alla libertà di opinione e di espressione, incluso il diritto di non essere molestato per la propria opinione e quello di cercare, ricevere e diffondere informazioni e idee attraverso ogni mezzo e senza riguardo a frontiere.

Beppe Grillo e i suoi più fedeli seguaci ha deciso di ledere questo diritto insindacabile?

Persino la nostra psiche ha bisogno della diversità: la rigidità dell’io, del Super-io, sono dannose per il singolo individuo e portano a nevrosi. Affinché ci sia sanità mentale la nostra psiche ha bisogno di sintesi tra antinomie, di più visioni, di elasticità. Un individuo rigido mentalmente oltre a soffrire personalmente struttura la sua vita in regole inficianti e difficili da sostenere anche per gli altri. Le regole sono cosa buona e giusta fino a quando non diventano pensiero unico, rigidità e paranoia.

Tutto questo trasportato in un gruppo diventa pernicioso. Se il mito fondante di un gruppo si basa su paranoia, rigidità, mito messianico e terrore del pensiero libero e delle differenze, come si può pensare che i fini di questo gruppo possano contribuire alla democrazia? Se persino la democrazia individuale è assicurata da una mente elastica che sa vagliare vari punti di vista, figuriamo in un gruppo, per di più politico, quanto sia importante saper tollerare, accogliere e riflettere sulle diversità di vedute. Che Grillo interrompa subito questo scempio.

Chi ha una critica da esporre, chi ha il coraggio di esprimere un’opinione diversa, va accettato, ascoltato , rispettando il diritto al libero pensiero. Questo processo alla senatrice Gambaro è uno spettacolo indecoroso e può sancire una deriva da cui sarà difficile tornare indietro.

 

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