“Si sta cercando di farmi apparire come un nemico dell’euro e dell’Europa. Niente di più falso”. Silvio Berlusconi in una nota si difende dalle accuse, dopo avere sollecitato il governo ad andare dall’Unione Europea e dire che “il limite del 3% all’anno (del rapporto deficit/Pil, ndr) e del fiscal compact ve lo potete dimenticare”. ”Quanto ho detto ieri”, puntualizza il Cavaliere, va a“difesa e certamente non contro l’Europa”. “In questo senso – precisa – il mio appello deve essere inteso come un incitamento e un incoraggiamento all’attività di quel governo che stiamo sostenendo con assoluta lealtà”. Le dichiarazioni di lunedì dell’ex premier, però, non destano preoccupazione nell’Unione europea, e il portavoce del Olli Rehn, rispondendo ai giornalisti, spiega che la Commissione ha ”piena fiducia nell’Italia” che “rispetterà il limite del 3% di deficit”, perchè le “regole del patto di stabilità sono ben note”. 

Nella nota Berlusconi invita chi lo “critica” a leggere “quanto scrive stamani su Le Monde l’economista liberal e premio nobel Paul Krugman: ‘Finché i dirigenti politici non avranno da offrire ai cittadini altro che sacrifici e disoccupazione – cita il virgolettato – i discorsi saranno vana emissione di fiato. Quando sento Wolfgang Schaeuble, ministro delle finanze tedesco, allarmarsi per i pericoli di una politica monetaria troppo espansionista della Banca centrale europea, mi dico ‘Oh, mio Dio!’, perchè la Bce è la sola istituzione che resta all’Europa per nutrire e sostenere la crescita. È questo spirito che può distruggere l’Europa. Quanto ho detto ieri – spiega allora Berlusconi – coincide in tutto e per tutto con quel che Krugman e altri grandi economisti vanno sostenendo da tempo, a difesa e certamente non contro l’Europa, affinchè l’Unione Europea si spinga finalmente sulla strada del rilancio produttivo e della creazione di nuovi posti di lavoro. In questo senso, il mio appello deve essere inteso come un incitamento e un incoraggiamento all’attività di quel Governo che stiamo sostenendo con assoluta lealtà”.

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