“Dietro quel crinale. Proprio lì su quella collina”. Tutti gli abitanti di Positano conoscono l’ubicazione della villa di Valter Lavitola, il faccendiere ed ex direttore dell’Avanti ora agli arresti domiciliari per tentata estorsione ai danni di Silvio Berlusconi e per la gestione dei fondi per l’editoria. Si tratta di una struttura a due piani intestata alla Immobiliare Italiana srl, di cui Lavitola è amministratore unico, che si trova nella frazione di Montepertuso e domina dall’alto il panorama della costiera amalfitana. In un territorio vincolatissimo, dove è vietato costruire e dove le pratiche di sanatoria camminano a rilento. Ma questo, tra il 2004 e il 2005, non ha impedito a Lavitola di ottenere un ‘condono con completamento’, procedura molto rara grazie alla quale gli fu consentito di trasformare un vecchio rudere con lamiere in un villino a due piani. I giornali locali scrissero allora che Lavitola “ottenne il primo condono di Positano” mentre in quegli anni la giunta comunale era stata sciolta per crisi politica e l’amministrazione era retta da un commissario prefettizio venuto da Roma. Intanto l’investimento dell’ex direttore dell’Avanti, che dalle inchieste in cui è coinvolto “traspare come uno scaltro e accorto imprenditore”, non ha prodotto frutti. La villa, ufficialmente affittata all’International Press (società editrice dell’Avanti) e probabilmente destinata a struttura turistica, è in disuso e sta marcendo perché inaccessibile se non attraverso un tortuosissimo sentiero. Un vicino rifiuta di concedere un più comodo passaggio dalla sua proprietà. Di qui la causa con cui Lavitola chiede ai vicini i danni per il mancato rilascio del diritto di transito. Insomma un “problemone”, così come lo ha descritto Lavitola parlandone al telefono con il senatore del Pdl, Giuseppe Esposito, in una conversazione intercettata di Vincenzo Iurillo e Andrea Postiglione

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