Tante donne: mamme, attrici e compagne ‘di lotta’. Fuori dalla camera ardente di Franca Rame, morta a Milano il 29 maggio, sono in tante a indossare già oggi un accessorio rosso, una giacca, un foulard, un fiore come l’attrice aveva chiesto. Lo ha ricordato anche il marito Dario Fo, che per tutta la mattina ha stretto mano e regalato abbracci alle persone venute a portare un ultimo saluto a sua moglie.  

“Non ha senso classificarla solo come femminista. E’ riduttivo”, spiega una signora in fila. La polemica è già partita su Internet, poche ore dopo la notizia della sua morte e dopo il servizio andato in onda al tg2. “Non so se un’altra donna ha combattuto come lei e ha subito quanto lei”, dice un’altra persona in fila, non dimenticando il monologo “Lo stupro” che Franca Rame scrisse sulla violenza subita nel marzo 1973 da un gruppo di estremisti di destra, e poi portato a “Fantastico” nel 1988.

“Domani al funerale ci saranno tutte le mamme antifasciste del Leoncavallo – dice una di loro al premio Nobel – tutte quelle che sono rimaste”. Milano si prepara così per l’ultimo saluto (ore 11 al teatro Strehler) all’attrice che si è spesa tra impegno civile e passione politica.

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