Se la legge elettorale è un Porcellum, non è possibile emendarla, perché in quel caso diventa, “al massimo un ‘maialinum'” e il Partito democratico ha commesso un “clamoroso errore” a “pensare a una legge elettorale per escludere Grillo”. Il sindaco di Firenze Matteo Renzi, a un comizio elettorale a Siena a sostegno del candidato sindaco del centrosinistra, Bruno Valentini, parla dell’attuale legge elettorale che “non si può correggere, modificare, emendare se è una porcata, così come l’ha definito quello statista in camicia verde che è Calderoli”.

E sul ddl firmato da Zanda e Finocchiaro per eliminare i movimenti dalla corsa elettorale, osserva: “Non si fanno leggi elettorali per squalificare gli altri -ha proseguito Renzi- Noi siamo in grado di sconfiggere gli altri, tirando fuori le nostre idee”. Renzi ha poi sottolineato che “c’è anche gente tra di noi – ha detto riferendosi agli elettori del Pd e del centrosinistra– che ha votato Beppe Grillo, perchè erano stanchi di noi, ma immagino che se ne siano pentiti”. Il leader del Movimento 5 Stelle in serata sarà anche lui a Siena, in appoggio al candidato M5S a sindaco della città del Palio. “Grillo ha uno stile sobrio, di amicizia -ha ironizzato Renzi- A me mi chiama sempre l’ebetino di Firenze”.

Il primo cittadino di Firenze, poi, propone che “si faccia a livello nazionale una legge elettorale seria, in cui un minuto dopo le elezioni si sa chi ha vinto e si sa chi ha perso. Solo per l’elezione dei sindaci è chiaro chi vince e chi perde, per le altre elezioni le leggi elettorali sono fatte per creare l’impasse, e non si sa mai chi ha vinto o chi ha perso, come alle ultime elezioni politiche”, dove tutti i capi dei vari schieramenti rivendicavano “di aver vinto o comunque di aver fatto bene”, ha concluso.

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