In questi giorni di svolta politica italiana è difficile trovare spazio per la Tunisia, eppure si scoprono collegamenti e analogie inquetanti. Seguitemi in questo blog se non riesco – a quanto pare – a farmi pubblicare articoli e interviste da un giornale. Tra due dei tre personaggi chiave che ho incontrato ci sono 68 anni di differenza ma almeno due punti in comune.

Uno è il decano dei candidati presidenziali del mondo, intendo dei candidati al voto popolare. L’altra è diventata la più famosa ragazza del mondo a usare come provocazione e messaggio il seno nudo. Amina a sorpresa parlando con me che la ritenevo anarchica o qualcosa del genere, si rivela come una “adoratrice” di Bourguiba, il padre della indipendenza e del modello laico tunisino e una grande sostenitrice – per le prossime presidenziali – dello stesso Beji Essebsi, l’86 enne che ne avrà 87 quando si voterà e che vuole ricollegare Bourguiba, la “primavera araba” ( che è stato solo un’inizio di primavera, dice) l’esigenza di stare sul mercato internazionale avendo come primo partner l’Europa.

Non potrebbe mai ricambiare, il vecchio Beji, e dichiararsi sostenitore di Amina, innanzitutto perchè perderebbe le elezioni. Ma condivide l’esigenza -anzi incarna la possibilità -di gettare alla spalle come un’esperienza retrograda e aliena la fase del potere politico degli islamisti di Ennada, la fase della religione che si fa politica e spacca la società. Quella società che però Amina sente maggioritariamente e compattamente contro di lei, contro l’autonomia individuale dei giovani dalla famiglia, e che invece per l’ex capo del governo provvisorio del 2011 – ma anche ex personaggio politico degli anni 80 e allievo di Bourguiba – Beji Essebsi è una società che sta tornando alle sue radici moderate e civili.

In mezzo tra i due, a metà strada come età, c’è una donna che combatte insieme la battaglia per la verità sull’attentato che ha ucciso il suo compagno Chokri Belaid e per costruire una sinistra tunisina radicale ma di governo, come si direbbe da noi. Basma  Khalfaoui  è diventata nella tragedia dell’assasinio del marito e nella grande reazione popolare (anti-islamista) che ne è seguita, una protagonista politica del nuovo soggetto (nonostante il nome) Fronte Popolare. Anche lei non esclude che nella tattica elettorale si potrà arrivare a un accordo tra questa sinistra e il grande centro allargato modernizzatore e anti-islamista di Beji Essebsi. Potremmo assistere a una analogia almeno apparente con l’Italia. Il partito di Beji Essebsi, Nida Tounes e la sua coalizione Unione per la Tunisia potrebbero superare gli islamisti di NNahda grazie all’apporto della sinistra, per poi per ragioni numeriche e/o politiche dare vita a un governo di coalizione o comunque – trattandosi di presidente della Repubblica eletto dal popolo – di “coabitazione“. E la sinistra del Fronte Popolare tornerebbe all’opposizione. Ma allo stato dei fatti potrebbe anche succedere il contrario,secondo un sondaggio,  ovvero che come Presidente della Repubblica passi l’islamista più moderato, Hamadi Jebali, quello che voleva il governo dei tecnici, ma che poi in Parlamento siano i partiti “laici” a fare una maggioranza di coalizione.

E il bello è che non si sa ancora quando si vota e con che sistema, ma la campagna è di fatto già iniziata. Vi ricorda qualcosa? E l’età di Napolitano viene citata ogni due per tre per giustificare quella di Beji, che parlando con me ha sottolineaato “ho due anni di meno”… Seguiteci su questi “schermi”  nei prossimi giorni.

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