Giornata nera a Piazza Affari. Il Ftse Mib ha aperto in calo dell’1,02 per cento e ha accentuato il calo in mattinata, raggiungendo -1,7 per cento, per poi chiudere a -0,85 per cento. E, mentre la Borsa è in rosso, lo spread tra titoli italiani e tedeschi ha terminato la seduta a 346 punti. Il differenziale è sceso durante la giornata sotto quota 340, ma questo non significa che lo scenario politico italiano non spaventa più. Sul calo ha infatti inciso la risalita dei rendimenti tedeschi, che hanno ripreso a crescere negli ultimi giorni, come non accadeva da due settimane. Si sono alzati anche i titoli italiani, ma a un ritmo inferiore rispetto all’impennata registrata nei giorni che hanno seguito il voto.

Nelle ultime 24 ore i Btp italiani hanno quindi raggiunto un rendimento del 4,87 per cento, mentre sono saliti anche i Bund tedeschi all’1,42 per cento. Sulla chiusura in rosso di Piazza Affari hanno pesato particolarmente le banche, affossate dalla persistente incertezza politica che si riflette sul sistema italiano. I riflettori erano puntati su Mediobanca, che è stata sospesa per eccesso di volatilità e ha chiuso in calo del 4,67 per cento. Piazzetta Cuccia ha lasciato sul campo quasi il 20 per cento da da quando martedì scorso ha presentato i conti del semestre.

Vendite anche su Intesa Sanpaolo (-3,2 per cento), Generali (-2,2 per cento), Monte dei Paschi (-3,2 per cento) e Unicredit (-2,5 per cento). Ma le perdite non riguardano soltanto gli istituti di credito. Mediaset ha ottenuto la maglia nera del paniere principale, terminando la seduta in ribasso del 6,53 per cento. Tra i pochi titoli in rialzo ci sono Autogrill (+1,04 per cento), spinta dai dati di traffico negli scali aeroportuali americani, e Ferragamo che avanza dello 2,14 per cento sulla base di indicazioni sullo scorso esercizio e sul 2013 migliori delle attese degli analisti. Crolla Ti Media (-6,4 per cento), dopo il via libera alla vendita di La7 a Urbano Cairo.

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