Gli aeroporti di Roma sostengono Mediobanca che in piena crisi raddoppia gli utili del semestre portandoli a 124 milioni di euro. Un risultato che l’istituto guidato da Alberto Nagel riesce a realizzare persino a dispetto della perdita di valore (95 milioni di euro) dei propri titoli Telco, la holding che controlla di Telecom Italia. Ma qual è il segreto di Piazzetta Cuccia? ”La crescita degli utili delle partecipazioni (da 72 a 86 milioni) compensano parte della riduzione del margine di interesse (-7% su base annua) e delle commissioni nette (-14% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente)”, si legge nella nota sulla semestrale stilata da Mediobanca che, in pancia, vanta quote azionarie importanti come il 12,66% di Gemina, società controllata dalla famiglia Benetton cui fa capo il pacchetto di controllo degli Aeroporti di Roma, il 13,46% delle Assicurazioni Generali  e il 14,21 % di Rcs, l’editrice del Corriere della Sera.

I manager di Mediobanca hanno chiarito che è proprio grazie all’apporto di Gemina ”in buona misura non ricorrente” (+27,2 milioni) che si è riusciti ad assorbire le perdite operative di Rcs  (-18,7 milioni) nel pieno di una bufera di ristrutturazione legata a doppio filo con l’acquisizione del gruppo spagnolo Recoletos, di cui Mediobanca è stata consulente. Per Piazzetta Cuccia, Gemina e il business degli Aeroporti di Roma, sono insomma un buon affare contrariamente al Corriere che sta per chiedere ai soci un aumento di capitale da almeno 400 milioni di euro. E ancor di più lo saranno in futuro. Prima di Natale, Gemina è, infatti, riuscita ad incassare l’ok all’aumento delle tariffe aeroportuali atteso da dodici anni. Un’operazione fortemente voluta dal ministro per lo Sviluppo economico uscente, Corrado Passera, ex amministratore delegato di Banca Intesa, che ha alzato le tariffe aeroportuali di Fiumicino da 16 a 26,5 euro a passeggero in cambio della promessa di nuovi investimenti lo scalo romano

Un regalo che per il gestore di Adr vale 360 milioni l’anno con una concessione rinnovata fino al 2044. Ma soprattutto un ritorno alla cedola per i soci di Gemina che non ottenevano una distribuzione di dividendi dal 2007. Non solo: Gemina e Atlantia, società che fa riferimento sempre ai Benetton e che controlla Autostrade per l’Italia, convoleranno presto a nozze con Mediobanca superconsulente della struttura finanziaria della fusione. Aumento tariffario e matrimonio sono bastati, da dicembre ad oggi, a far schizzare del 23% le quotazioni dei titoli Gemina. Una buona notizia per Mediobanca che dovrà valutare però se, anche nei prossimi mesi, Gemina sarà sufficiente a ripianare i buchi di Rcs. E fare i conti con l’andamento della capogruppo, che ha chiuso il semestre con un rosso di 21,2 milioni, risentendo della svalutazione di Telco che ha impattato su Mediobanca spa per 99,5 milioni e della riduzione dei ricavi a 320 milioni da 375 milioni.

Intanto nel composito azionariato della banca, Poligrafici Editoriale, azionista con lo 0,11%, si è svincolata dal patto che controlla l’istituto. Da fonti vicine all’accordo si apprende poi che alcune disdette ulteriori sono prevedibili per settembre, termine per lasciare l’accordo in scadenza a fine 2013. Tra gli azionisti legati dall’intesa, poi, si aprirà nei prossimi mesi la ricognizione sulla quota del 3,8% della banca in mano a Fondiaria Sai. Il pacchetto dovrà venir ceduto entro fine anno su dictat dell’Antitrust ed entro il prossimo patto di settembre i soci dello stesso gruppo di FonSai -il gruppo degli azionisti industriali (Gruppo B) – dovranno dire se sono interessati alla prelazione e il patto dovrà quindi decidere se in caso di cessione a terzi la quota resterà comunque vincolata.

Quanto al futuro dei conti, la “pressione sui ricavi” per Mediobanca è “destinata a proseguire” nel secondo semestre dell’esercizio, che si chiuderà a giugno, “dal momento che i segnali di miglioramento pervenuti dalle aziende nelle ultime settimane richiedono tempo per tradursi in nuove operazioni o commissioni”. Tra i fattori chiave per la seconda metà dell’anno, vengono evidenziati i risultati annuali della partecipata Generali, una “progressiva riduzione del profilo di rischio” e “l’accesso opportunistico al mercato obbligazionario”. Stabilità del Paese permettendo, come sa bene Piazzetta Cuccia che all’indomani dello spoglio elettorale ha parlato di tragedia greca indicando come “inevitabile una Grosse Koalition Pd-Pdl”, cui assegna un probabilità del 70 per cento rispetto ad altri scenari.