Quella di “indossare” un computer è una suggestione che fa sempre una presa sugli appassionati hi-tech e sembra essere una vera ossessione per i produttori. Sono mesi, per esempio, che dalle parti di Google vengono ostentati prototipi dei loro occhiali ipertecnologici (iGoogle Glass) dotati di un sistema di realtà aumentata. Ora però le indiscrezioni parlano di un imminente ingresso nella competizione da parte di Apple, che starebbe lavorando a un orologio da polso “intelligente”. E quando si muove la casa di Cupertino, le cose si fanno serie.

La notizia, lanciata in un primo tempo dal New York Times, è stata ripresa ieri da Bloomberg, che ha però condito la soffiata con una serie di dettagli puntuali che la rendono estremamente credibile. Secondo quanto trapelato, Apple avrebbe messo sul progetto un centinaio di persone, molte delle quali arrivano dai team che hanno sviluppato iPhone e iPad. Tra questi anche James Foster, direttore ingegneristico di Cupertino. Sulle caratteristiche del nuovo gioiellino sono tante le ipotesi e sul web si trovano speculazioni di ogni genere. Per quanto riguarda la struttura del dispositivo, i rumors parlano di uno schermo da 1,5 pollici sensibile al tocco e pare che il materiale utilizzato per la costruzione sarebbe uno speciale “vetro pieghevole” chiamato Willow Glass e realizzato da Corning, la stessa azienda che ha ideato il Gorilla Glass usato per gli schermi dell’iPhone.

Tra le funzioni integrate nel futuro iWatch (ma qui siamo più alla lista dei desideri che a un’analisi affidabile) ci sarebbe quella dell’assistente vocale Siri e la possibilità di connessione via bluetooth ad altri dispositivi Apple, permettendo magari di utilizzare anche Passbook, il sistema di pagamento mobile sviluppato da Apple e integrato nelle ultime versioni del sistema operativo iOS. Insomma: nel settore si parla già di un iPhone da polso, ma l’ipotesi più realistica è quella di un iPod ridotto a dimensioni minime, al punto da poter trovare la sua collocazione, appunto, al posto di un normale orologio.

In Italia l’iPod, nelle sue versioni più recenti, non ha avuto grandissima fortuna. Sebbene abbia funzioni simili ad iPhone, permette la connessione a Internet solo tramite wi-fi. Merce rara in un paese in cui la maggior parte del traffico mobile transita sulle reti 3G e in cui gli hotspot gratuiti sono ancora rarissimi. L’idea di un aggeggio marchiato Apple al polso, però, avrà sicuramente il suo appeal anche tra gli appassionati di casa nostra, con o senza servizio di telefonia. Nel caso in cui le indiscrezioni si dimostrassero fondate, Apple potrebbe mettere a tacere le voci che parlavano di un calo di vendite dovuto a una mancanza di innovazione e capacità di differenziare i suoi prodotti. Senza contare che l’attesa per la Apple iTV dovrebbe ormai essere agli sgoccioli.

close

Prima di continuare

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità ci aiutano a pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo, ma non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Sei arrivato fin qui

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it e pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi però aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Diventa Sostenitore
Articolo Precedente

Watson, il super-computer Ibm che comprende il linguaggio umano

prev
Articolo Successivo

Tribunale di Milano, attacco hacker al sito col volto tricolore di Guy Fawkes

next